ISLAM: ambizioni di un partito musulmano in Danimarca
(corrispoondenzaromana.it) Islam Il DAMP, (Partito Musulmano Danese), non cela le sue ambizioni: “islamizzare la Danimarca”. Afferma che circa 700.000 musulmani, su poco meno di cinque milioni e mezzo di abitanti(pari al 13,5%), risiedono già in Danimarca e di conseguenza sognano di avere una forte rappresentanza musulmana al Parlamento danese considerando che, se tutti i musulmani votassero per un candidato musulmano, potrebbero avere qualche decina di parlamentari. In base ad un calcolo demografico, il DAMP sostiene che entro il 2020 i musulmani costituiranno la maggioranza in Danimarca. Allo stesso modo, il partito conta molto sull’entrata della Turchia nella Unione Europea, in quanto ritiene che sarà l’occasione per far giungere molti nuovi immigrati musulmani che andrebbero ad accentuare ulteriormente il fenomeno demografico in corso. Il primo punto del DAMP consiste nell’inviare un gran numero possibile di deputati musulmani al Parlamento «a prescindere dalle loro idee, dal loro credo religioso o dalle loro opinioni politiche». Potrebbero anche, avendo 60 rappresentanti in Parlamento, vale a dire 1/3 dei deputati, entrare a far parte del governo. Per il DAMP «il cattivo trattamento degli immigrati causerà in futuro sommosse e gravi problemi» proprio perché la parte musulmana della popolazione non è rappresentata. Il DAMP predica il divieto della droga e la libertà religiosa. (CR) http://www.icn-news.com/?do=news&id=3959 Quello che più sconvolge di questa proposta è la pubblica minaccia: “il cattivo trattamento degli immigrati causerà in futuro sommosse e gravi problemi“. E’ un chiaro messaggio lanciato a tutti i musulmani presenti nel nostro Continente. Considerato il comportamento prepotente di certuni nel quotidian, forse questa è LA PAROLA D’ORDINE CHE QUESTI DELINQUENTI FANNO CIRCOLARE (per il momento in sordina) NEL CHIUSO DI CERTE NOSTRE MOSCHEE. Proprio come le sommosse avvenute nelle banlieu francesi che convinsero Sarkozy (allora ministro degli interni) ad assumere la consulenza della Rachid Dati, oggi ministro della giustizia. |
| Francesco.P. |
Archivio per Giugno 2008
Musulamani pronti ad ISLAMIZZARE LA DANIMARCA
Giugno 29, 2008La DIETA MEDITERRANEA diventa patrimonio dell’umanità
Giugno 27, 2008- La dieta mediterranea sta per diventare patrimonio culturale e immateriale dell’umanità all’UNESCO: lo rende noto la Coldiretti nel riferire l’iniziativa del Governo spagnolo e del Governo italiano ufficializzata alla Commissione europea.
Ad ottobre verrà ratificata a Bruxelles mentre in questo momento il nostro Senato lo ha votato all’unanimità.
L’iniziativa ha un valore straordinario per l’Italia, con primati raggiunti nelle produzioni di frutta, verdura e pasta e il posto d’onore nella UE per vino e olio di oliva. La dieta mediterranea è infatti basata sul consumo di alimenti ricchi di fibre (cereali, legumi, frutta e verdura), di olio d’oliva e di pesce ed è unanimemente riconosciuta come dieta sana e nutriente, utile per contrastare l’invecchiamento cellulare e le malattie cardiovascolari.
Pane, pasta, frutta, verdura, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino (rosso) consumati a tavola in pasti regolari hanno consentito agli italiani di conquistare il record della longevità con una vita media di 79,2 anni per gli uomini e di 83,8 per le donne, nettamente superiore alla media europea.
Vi è di più: in Europa gli italiani si aggiudicano il primato dei meno grassi, proprio alla dieta mediterranea che ha garantito il miglior rapporto tra peso e altezza, calcolato in base a un indice di massa corporea comunitario, mentre nei paesi anglosassoni compresi gli USA i giovani soffrono per oltre il 50% di obesità dovuto principalmente ad alimenti grassi e importati dall’oriente. Tuttavia l’allarme sovrappeso è alto per le nuove generazioni, nonostante in Italia i casi di obesità riguardano il 36% dei ragazzi attorno ai dieci anni.
Far entrare la dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale e immateriale dell’umanità all’UNESCO rappresenta dunque anche un’opportunità per una sua divulgazione più vasta a vantaggio della salute di tutti i cittadini.
Una opportunità che va accolta difendendo l’identità dei prodotti base della dieta mediterranea. Per questo – sostiene la Coldiretti – occorre rendere obbligatoria l’indicazione dell’origine dei prodotti in etichetta e fermare in Italia il disegno di ottenere ulivi, vite, pomodoro, melanzana, fragola, ciliegio, agrumi e kiwi geneticamente modificati (OGM) che causerebbe danni economici e di immagine irrimediabili al Made in Italy.
E’ una notizia che ci rallegra il cuore e ci impone maggiore attenzione alla concorrenza sleale di altri paesi e maggiori controlli alle frontiere anche nell’importazione dei prodotto allimentari. I nostri prodotti alimentari sono una risorsa economica che va tutelata. E’ bene che i signori dell’Unione Europea lo tengano presente e non ci impongano veti alle denominazioni di origini controllate.
La finanza islamica sta invadendo l’occidente ?!
Giugno 24, 2008Interessi zero…ma non e’ una pubblicita’ Un nuovo paradigma di finanza si sta diffondendo a livello mondiale
Oggi l’industria finanziaria Islamica è valutata intorno a 800 bilioni di $ in termini di ricchezza investita e sta crescendo con un tasso annuale tra il 10 e il 15 per cento. Solo nel 2000 la stessa era valutata “soltanto” $150 bilioni.
La finanza Islamica mira a replicare i mercati finanziari convenzionali senza però contravvenire ai principi della Sharia. Secondo la legge Islamica, infatti, l’usura (ovvero il pagare o ricevere interessi per un prestito in denaro) è proibita, così come lo sono gli investimenti in quelle industrie i cui prodotti sono considerati contrari ai principi dell’Islam come il tabacco, l’alcol, la pornografia e il gioco d’azzardo.
Le principali banche che oggi sono in grado di offrire simili prodotti sono basate nel Medio Oriente e in Malaysia. Londra tuttavia sta emergendo come nuovo centro per la finanza Islamica in occidente. Molte banche occidentali hanno cominciato a sviluppare le cosiddette “Islamic windows”, una serie di prodotti finanziari appositamente creati per gli investitori Mussulmani. Addirittura si rumoreggia che lo stesso governo inglese stia pensando per il futuro di far ricorso alla finanza islamica per emettere bond conformi ai principi della Sharia.
Anche se solo una frazione del mondo islamico usa questo tipo di finanza molti vedono un grande potenziale in termini di crescita futura e stanno investendo sempre di più in questo settore.
In un’intervista al Financial Times l’economista Neill D. Miller elenca i motivi grazie ai quali secondo lui questo settore continuerà a crescere nei prossimi anni. Anzitutto vi è la crescita del prezzo del petrolio che ha aumentato i fondi a disposizione degli investitori islamici. Questo fatto ha aumentato a dismisura il peso nell’economia mondiale di alcuni fondi sovrani Islamici, la cui potenza di fuoco – in termini di denaro a disposizione – ha raggiunto livelli assolutamente sbalorditivi Dal punto di vista degli investitori occidentali inoltre la resilienza dimostrata dalle istituzioni finanziarie arabe alla crisi del credito americana potrebbe essere un buon motivo per decidere comprare prodotti finanziari Islamici. In ultimo, ma certamente non meno importante, Miller vede nei paesi Islamici un desiderio sociale e politico di creare un sistema finanziario in grado di sostituirsi al sistema occidentale.
Questo ultimo elemento è quello che potrebbe contare maggiormente nel futuro. Il Kuwait è il quinto paese al mondo per esportazioni di petrolio. Recentemente un gruppo di investitori del Kuwait ha acquisito la Aston Martin (lo storico marchio dei poderosi veicoli di James Bond). L’intera operazione è stata svolta facendo ricorso ai metodi della finanza Islamica. Questo è ovviamente soltanto un esempio di quanto sta succedendo.
Più di mille anni fa gli Arabi tramite le loro conquiste avevano rivoluzionato le scienze e la cultura europea: che sia arrivato il momento per loro di rivoluzionare anche l’economia?
Niccolò Ragnoli
“LA CONVIVENZA CON GLI ITALIANI NON SALVA I CLANDESTINI”
Giugno 20, 2008Sarà pure una coincidenza con la Direttiva approvata l’altro giorno dal Parlamento europeo, ma lo ha stabilito la 1^ sezione penale della nostra CASSAZIONE.
Un immigrato clandestino ha fatto ricorso in Cassazione contro il provvedimento di espulsione adottato dal tribunale di sorveglianza di Lecce, sostenendo che da tempo convive con una cittadina italiana.
La risposta èstata fulminea. Con una sentenza, inusualmente rapida, la n.ro 24710 i supremi giudici hanno stabilito che “la convivenza more-uxorio con una cittadina italiana NON PUò COSTITUIRE LEGITTIMO MOTIVO OSTATIVO ALL’ESPULSIONE, in quanto il divieto di espulsione di cittadino extracomunitario coniugato con cittadino italiano o convivente con parenti entro il 4° grado di cittadinanza italiana serve a tutelare l’unità della famiglia“.
Il che significa che per i clandestini LA FAMIGLIA DI FATTO NON CONTA.
IL PARLAMENTO RUROPEO SI PASSA LA MANO SULLA COSCIENZA
Giugno 20, 2008
Brutto segnale le MINACCE DI MORTE A BERLUSCONI
Giugno 18, 2008Solo l’ORGOGLIO NAZIONALE porta alla vittoria!
Giugno 16, 2008Evidentemente perchè ritengo che la politica è vita, intendola nel senso puro della parola, cioè quella che coinvolge la sfera civile di un popolo e lo porta con sacrificio e coraggio alla vittora.
Avete visto che partita ha condotto la Turkia in tutto il secondo secondo tempo e con quanto agonismo?
La Turkia ha vinto una sfida che all’inizio era data da tutti per spacciata. I cechi già pregustavamo il passaggio del girone.
Si è visto chiaramente a partire dall’allenatore ai giocatori quale sicumera hanno mostrato in campo i cechi, snobbando l’avversario. Ebbene, in appena un quarto d’ora i turchi dallo zero a due, (prima volta nella storia calcistica, escludento la storica partita contro la germania del ‘70) son riusciti a rimomtare il pesante handicap, passando il turno con uno umiliante tre a due!
Mettendola sul piano morale, possiamo affermare che nei Turchi la voglia di entrare in Europa, anche nell’agonismo sportivo, è talmente grande da sottoporsi a qualunque sacrificio…
Visto in prospettiva dobbiamo riconoscere che a noi manca questo orgoglio nazionale e pertanto andando avanti così questi islamici ci soppianteranno in ogni campo. Evidentemente dai paesi emergenti, dagli islamici in particolare che fanno i prepotenti in casa nostra, siamo visti come una massa di smidollati e pertanto facile preda..
L’orgoglio nazionale del Popolo irlandese
Giugno 14, 2008Il risultato referendario dell’Irlanda è sintomatico di un’insofferenza diffusa nel Vecchio Continente nei confronti dei burocrati presenti a Bruxelles.
A prescindere che l’Irlanda può permettersi anche un’autonomia, con un mercato economico finanziario florido, sono convinto che la contrarietà all’Unione col resto d’Europa discende dai lacci che impongono gli affaristi burocrati di Bruxelles. Ma principalmente dal rifiuto del disegno euroarabo partorito negli anni ‘70 patrocinato dall’asse franco-tetesco.
Mentre le nostre èlites si baloccano in chiacchiere salottiere, i poteri economici e finanziari del nostro Paese, collusi con Bruxelles, si fregano le mani nella prospettiva di vivacchiare alle spalle dei soliti “narcotizzati”, incapaci di indignazione, il popolo irlandese, come quello franceseed olandese, dimostra di avere ancora un sussulto di orgoglio.
Quest’ultima battuta d’arresto testimonia di una pesante crisi d’identità diffusa in tutt’Europa. E’ bene che le èlite prendano atto della contestazione e mettano mano ad una profonda revisione dei trattati puntando su un Eropa politica e dei Popoli. Altrimenti si aspettino un cambio della guardia alle prossime elezioni del 2009!
F.P.
INTERCETTAZIONI TELEFONICHE: dis.legge intelligente ed equlibrato
Giugno 13, 2008Si dirà che è stata la pressione dell’opposizione?
Niente affatto.
Era stato preannunciato dal guardasigilli ch’era la fusione con il decreto del governo precedente, e allora? Spero si sia capita la coerenza che persegue questo esecutivo a fronte della demagogia veltroniana!
E’ la saggezza e la coerenza a reggere questo esecutivo che vara leggi equivalenti alla saggezza del POPOLO italiano.
Le intercettazioni restano ma solo per le ipotesi di reato maggiori (l’omicidio, la mafia, la criminalità organizzata, il terrorismo ed i fatti di particolare pericolosità sociale), per quelli che prevedono pene di almeno dieci anni di carcere e per la corruzione e le molestie reiterate contro le donne e i minori.
Questo disegno di legge non abolisce i reati, ma capovolge la prassi seguita finora: partire dallo spionaggio telefonico, magari a pioggia o a casaccio, per arrivare al reato. Dora in poi si dovrà partire da unipotesi, motivata, di reato, e applicare ad esso lo strumento dellintercettazione. Non si potrà più tirare in ballo chi no n centra nulla e ha la sola colpa di essere un amico, unamica, la moglie e l’amante di un sospetto.Nessun reato viene cancellato, nessuna indagine viene bloccata. Si dovrà però indagare come in ogni altro paese civile: trovando prove, riscontri, confessioni e moventi. Insomma andando sul campo.
In questi giorni si è detto che senza intercettazioni non si sarebbe scoperto lo scandalo della clinica Santa Rita di Milano. A parte il fatto che il quel caso i magistrati hanno trovato molti altri riscontri documentali, a cominciare dalle confessioni degli indagati: com’è possibile utilizzare strumentalmente un argomento del genere visto che le pene previste per i reati di cui sono accusati medici e funzionari sono ben superiori ai dieci anni?
Ne uscirà una legge equilibrata che garantirà più civiltà giuridica per gli italiani, che eviterà la famigerata gogna mediatica di questi anni, che costringerà gli stessi magistrati a compiere un salto di qualità nelle loro indagini, dunque investigando più efficacemente. Non va dimenticato che nonostante il record mondiale di intercettazioni, l’Italia è il paese nel quale nove crimini du dieci restano impuniti e tutti i grandi delitti sono rimasti irrisolti.


“IL MANIFESTO DEI CONSERVATORI” di Roger Sacruton
Giugno 27, 2008Gli inglesi in genere mi piacciono poco. Così non è per Scruton. E’ il primo inglese che comincio ad apprezzare perché è “uno dei pochi maestri coraggiosi del pensiero occidentale”. Se penso al presente proiettato nel futuro, sebbene sia tendenzialmente ottimista, vedo un orizzonte con molte nuvole. Nuvole che potrebbero diradarsi se cultura, buon senso e responsabilità nei doveri, oltre che nei diritti fossero più diffusi.
Il tradizionalismo dichiarato da Scruton mi affascina perché vede nell’invasione islamica dell’Europa più che un nemico, un conquistatore fanatico, prepotente ed assassino, un usurpatore della libertà, dello stile di vita e della tolleranza; perché da vero cristiano, non bigotto ma saggio e di buon senso, combatte per la preservazione dei valori secolari del nostro Continente, quali il matrimonio fra sessi diversi, la famiglia, la libertà dello stile di vita e crede nell’amore verso la propria patria; è per la giustizia sociale, ma non per quella impregnata di illuminismo laddove considera “egalitè” omogeneizzazione dei costumi. A questo credevo quando ero PIU’ GIOVANE pensando, come Rousseau, che tutti fossimo uguali fin dalla nascita: non è vero, come si nasce si vive, si può crescere, migliorarsi, ma se non hai peli sullo stomaco e sul cuore resti tale.
Se tutto questo è essere conservatori, ebbene si, sarei un conservatore, un conservatore che combatte per conservare le migliori tradizioni dei nostri antenati che hanno combattuto, o meglio sono stati costretti a combattere per il bene dei figli.
Per questo sono e sarò un disubbidiente. Ammiro don Lorenzo Milani ma non quando dice che “l’obbedienza non è una virtù” perché l’ assunto è stato accolto e stravolto da coloro che per la loro libertà schiacciano i propri simili fino a compiere genocidi. Mi piace Scruton quando afferma che il primo genocidio della storia è stata nella Vandea ad opera degli illuministi, quei giacobini che hanno influenzato il pensiero nazi-comunista che tante stragi efferate ha compiuto in nome del materialismo storico, tronfio di spocchiosa autoreferenzialità.
Così come mi piace la sua attualità quando afferma che il suo conservatorismo va al di là della divisione fra destra e sinistra: convenzione nata nella rivoluzione francese quando il Terzo Stato sedeva alla sinistra del Re. Così quando coglie nel mio cuore-pensiero defininendo Nietzsche un pazzo-egocentrico, incapace di coinvolgimento.
Tag:manifesto dei conservatori, Roger Scruton
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