Archivio per Giugno 2008

Musulamani pronti ad ISLAMIZZARE LA DANIMARCA

Giugno 29, 2008
 
 
 
L'islam nel mondoISLAM: ambizioni di un partito musulmano in Danimarca

(corrispoondenzaromana.it)

Islam Il DAMP, (Partito Musulmano Danese), non cela le sue ambizioni: “islamizzare la Danimarca”. Afferma che circa 700.000 musulmani, su poco meno di cinque milioni e mezzo di abitanti(pari al 13,5%), risiedono già in Danimarca e di conseguenza sognano di avere una forte rappresentanza musulmana al Parlamento danese considerando che, se tutti i musulmani votassero per un candidato musulmano, potrebbero avere qualche decina di parlamentari.

In base ad un calcolo demografico, il DAMP sostiene che entro il 2020 i musulmani costituiranno la maggioranza in Danimarca. Allo stesso modo, il partito conta molto sull’entrata della Turchia nella Unione Europea, in quanto ritiene che sarà l’occasione per far giungere molti nuovi immigrati musulmani che andrebbero ad accentuare ulteriormente il fenomeno demografico in corso.

Il primo punto del DAMP consiste nell’inviare un gran numero possibile di deputati musulmani al Parlamento «a prescindere dalle loro idee, dal loro credo religioso o dalle loro opinioni politiche».

Potrebbero anche, avendo 60 rappresentanti in Parlamento, vale a dire 1/3 dei deputati, entrare a far parte del governo. Per il DAMP «il cattivo trattamento degli immigrati causerà in futuro sommosse e gravi problemi» proprio perché la parte musulmana della popolazione non è rappresentata. Il DAMP predica il divieto della droga e la libertà religiosa. (CR)

http://www.icn-news.com/?do=news&id=3959

Quello che più sconvolge di questa proposta è la pubblica minaccia: “il cattivo trattamento degli immigrati causerà in futuro sommosse e gravi problemi“. E’ un chiaro messaggio lanciato a tutti i musulmani presenti nel nostro Continente. Considerato il comportamento prepotente di certuni nel quotidian, forse questa è LA PAROLA D’ORDINE CHE QUESTI DELINQUENTI FANNO CIRCOLARE (per il momento in sordina) NEL CHIUSO DI CERTE NOSTRE MOSCHEE.

Proprio come le sommosse avvenute nelle banlieu francesi che convinsero Sarkozy (allora ministro degli interni) ad assumere la consulenza della Rachid Dati, oggi ministro della giustizia.
Ora capisco cosa intendeva il nostro ministro Ferrero quando a febbraio di quest’anno in una sede della CGIL di Milano incitava gli extracomunitari alla “rivolta” contro i Consolati perchè ritardavano le pratiche di ricongiungimento familiare. E capisco anche perchè (come tutti hanno capito) la sinistra critica il governo sui decreti sicurezza!

Francesco.P.

“IL MANIFESTO DEI CONSERVATORI” di Roger Sacruton

Giugno 27, 2008

 

Gli inglesi in genere  mi piacciono poco. Così non è per Scruton. E’ il primo inglese che comincio ad apprezzare perché è “uno dei pochi maestri coraggiosi del pensiero occidentale”. Se penso al presente proiettato nel futuro, sebbene sia tendenzialmente ottimista, vedo un orizzonte con molte nuvole. Nuvole che potrebbero diradarsi se cultura, buon senso e responsabilità nei doveri, oltre che nei diritti fossero più diffusi.

Il tradizionalismo dichiarato da Scruton mi affascina perché vede nell’invasione islamica dell’Europa più che un nemico, un conquistatore fanatico, prepotente ed assassino, un usurpatore della libertà, dello stile di vita e della tolleranza; perché da vero cristiano, non bigotto ma saggio e di buon senso, combatte per la preservazione dei valori secolari del nostro Continente, quali il matrimonio fra sessi diversi, la famiglia, la libertà dello stile di vita e crede nell’amore verso la propria patria; è per la giustizia sociale, ma non per quella impregnata di illuminismo laddove considera “egalitè” omogeneizzazione dei costumi. A questo credevo quando ero PIU’ GIOVANE pensando, come Rousseau, che tutti fossimo uguali fin dalla nascita: non è vero, come si nasce si vive, si può crescere, migliorarsi, ma se non hai peli sullo stomaco e sul cuore resti tale.
Se tutto questo è essere conservatori, ebbene si, sarei un conservatore, un conservatore che combatte per conservare le migliori tradizioni dei nostri antenati che hanno combattuto, o meglio sono stati costretti a combattere per il bene dei figli.

Per questo sono e sarò un disubbidiente. Ammiro don Lorenzo Milani ma non quando dice che “l’obbedienza non è una virtù” perché l’ assunto è stato accolto e stravolto da coloro che per la loro libertà schiacciano i propri simili fino a compiere genocidi. Mi piace Scruton quando afferma che il primo genocidio della storia è stata nella Vandea ad opera degli illuministi, quei giacobini che hanno influenzato il pensiero nazi-comunista che tante stragi efferate ha compiuto in nome del materialismo storico, tronfio di spocchiosa autoreferenzialità.
Così come mi piace la sua attualità quando afferma che il suo conservatorismo va al di là della divisione fra destra e sinistra: convenzione nata nella rivoluzione francese quando il Terzo Stato sedeva alla sinistra del Re. Così quando coglie nel mio cuore-pensiero defininendo Nietzsche un pazzo-egocentrico, incapace di coinvolgimento.
 

La DIETA MEDITERRANEA diventa patrimonio dell’umanità

Giugno 27, 2008

- La dieta mediterranea sta per diventare patrimonio culturale e immateriale dell’umanità all’UNESCO: lo rende noto la Coldiretti nel riferire l’iniziativa del Governo spagnolo e del Governo italiano ufficializzata alla Commissione europea.
Ad ottobre verrà ratificata a Bruxelles mentre in questo momento il nostro Senato lo ha votato all’unanimità.

L’iniziativa ha un valore straordinario per l’Italia, con primati raggiunti nelle produzioni di frutta, verdura e pasta e il posto d’onore nella UE per vino e olio di oliva. La dieta mediterranea è infatti basata sul consumo di alimenti ricchi di fibre (cereali, legumi, frutta e verdura), di olio d’oliva e di pesce ed è unanimemente riconosciuta come dieta sana e nutriente, utile per contrastare l’invecchiamento cellulare e le malattie cardiovascolari.

Pane, pasta, frutta, verdura, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino (rosso) consumati a tavola in pasti regolari hanno consentito agli italiani di conquistare il record della longevità con una vita media di 79,2 anni per gli uomini e di 83,8 per le donne, nettamente superiore alla media europea.

Vi è di più: in Europa gli italiani si aggiudicano il primato dei meno grassi, proprio alla dieta mediterranea che ha garantito il miglior rapporto tra peso e altezza, calcolato in base a un indice di massa corporea comunitario, mentre nei paesi anglosassoni compresi gli USA i giovani soffrono per oltre il 50% di obesità dovuto principalmente ad alimenti grassi e importati dall’oriente. Tuttavia l’allarme sovrappeso è alto per le nuove generazioni, nonostante in Italia i casi di obesità riguardano il 36% dei ragazzi attorno ai dieci anni.

Far entrare la dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale e immateriale dell’umanità all’UNESCO rappresenta dunque anche un’opportunità per una sua divulgazione più vasta a vantaggio della salute di tutti i cittadini.

Una opportunità che va accolta difendendo l’identità dei prodotti base della dieta mediterranea. Per questo – sostiene la Coldiretti – occorre rendere obbligatoria l’indicazione dell’origine dei prodotti in etichetta e fermare in Italia il disegno di ottenere ulivi, vite, pomodoro, melanzana, fragola, ciliegio, agrumi e kiwi geneticamente modificati (OGM) che causerebbe danni economici e di immagine irrimediabili al Made in Italy.

E’ una notizia che ci rallegra il cuore e ci impone maggiore attenzione alla concorrenza sleale di altri paesi e maggiori controlli alle frontiere anche nell’importazione dei prodotto allimentari. I nostri prodotti alimentari sono una risorsa economica che va tutelata. E’ bene che i signori dell’Unione Europea lo tengano presente e non ci impongano veti alle denominazioni di origini controllate.

La finanza islamica sta invadendo l’occidente ?!

Giugno 24, 2008
Economia 
Interessi zero…ma non e’ una pubblicita’ Un nuovo paradigma di finanza si sta diffondendo a livello mondiale

Milano, 24 giu. – La finanza Islamica nasce come un’industria di nicchia verso la fine degli anni ’70 in alcuni paesi Arabi. Sin da subito si differenzia dalla finanza convenzionale per la sua manifesta conformità ai principi della legge Islamica, la Sharia. La sua crescita da allora è stata ininterrotta, sia per quanto riguarda il numero dei paesi nei quali opera che per le aree della finanza nei quali si è avventurata.

Oggi l’industria finanziaria Islamica è valutata intorno a 800 bilioni di $ in termini di ricchezza investita e sta crescendo con un tasso annuale tra il 10 e il 15 per cento. Solo nel 2000 la stessa era valutata “soltanto” $150 bilioni.

La finanza Islamica mira a replicare i mercati finanziari convenzionali senza però contravvenire ai principi della Sharia. Secondo la legge Islamica, infatti, l’usura (ovvero il pagare o ricevere interessi per un prestito in denaro) è proibita, così come lo sono gli investimenti in quelle industrie i cui prodotti sono considerati contrari ai principi dell’Islam come il tabacco, l’alcol, la pornografia e il gioco d’azzardo.

Le principali banche che oggi sono in grado di offrire simili prodotti sono basate nel Medio Oriente e in Malaysia. Londra tuttavia sta emergendo come nuovo centro per la finanza Islamica in occidente. Molte banche occidentali hanno cominciato a sviluppare le cosiddette “Islamic windows”, una serie di prodotti finanziari appositamente creati per gli investitori Mussulmani. Addirittura si rumoreggia che lo stesso governo inglese stia pensando per il futuro di far ricorso alla finanza islamica per emettere bond conformi ai principi della Sharia.

Anche se solo una frazione del mondo islamico usa questo tipo di finanza molti vedono un grande potenziale in termini di crescita futura e stanno investendo sempre di più in questo settore.

In un’intervista al Financial Times l’economista Neill D. Miller elenca i motivi grazie ai quali secondo lui questo settore continuerà a crescere nei prossimi anni. Anzitutto vi è la crescita del prezzo del petrolio che ha aumentato i fondi a disposizione degli investitori islamici. Questo fatto ha aumentato a dismisura il peso nell’economia mondiale di alcuni fondi sovrani Islamici, la cui potenza di fuoco – in termini di denaro a disposizione – ha raggiunto livelli assolutamente sbalorditivi Dal punto di vista degli investitori occidentali inoltre la resilienza dimostrata dalle istituzioni finanziarie arabe alla crisi del credito americana potrebbe essere un buon motivo per decidere comprare prodotti finanziari Islamici. In ultimo, ma certamente non meno importante, Miller vede nei paesi Islamici un desiderio sociale e politico di creare un sistema finanziario in grado di sostituirsi al sistema occidentale.
Questo ultimo elemento è quello che potrebbe contare maggiormente nel futuro. Il Kuwait è il quinto paese al mondo per esportazioni di petrolio. Recentemente un gruppo di investitori del Kuwait ha acquisito la Aston Martin (lo storico marchio dei poderosi veicoli di James Bond). L’intera operazione è stata svolta facendo ricorso ai metodi della finanza Islamica. Questo è ovviamente soltanto un esempio di quanto sta succedendo.

Più di mille anni fa gli Arabi tramite le loro conquiste avevano rivoluzionato le scienze e la cultura europea: che sia arrivato il momento per loro di rivoluzionare anche l’economia?

Niccolò Ragnoli

http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=14444&titolo=La%20finanza%20Islamica%20il%20bond%20cambia%20religione>

 

“LA CONVIVENZA CON GLI ITALIANI NON SALVA I CLANDESTINI”

Giugno 20, 2008

 Sarà pure una coincidenza con la Direttiva approvata l’altro giorno dal Parlamento europeo, ma lo ha stabilito la 1^ sezione penale della nostra CASSAZIONE.

Un immigrato clandestino ha fatto ricorso in Cassazione contro il provvedimento di espulsione adottato dal tribunale di sorveglianza di Lecce, sostenendo che da tempo convive con una cittadina italiana.
La risposta èstata fulminea. Con una sentenza, inusualmente rapida, la n.ro 24710 i supremi giudici hanno stabilito che “la convivenza more-uxorio con una cittadina italiana NON PUò COSTITUIRE LEGITTIMO MOTIVO OSTATIVO ALL’ESPULSIONE, in quanto il divieto di espulsione di cittadino extracomunitario coniugato con cittadino italiano o convivente con parenti entro il 4° grado di cittadinanza italiana serve a tutelare l’unità della famiglia“.

Il che significa che per i clandestini LA FAMIGLIA DI FATTO NON CONTA.
 

IL PARLAMENTO RUROPEO SI PASSA LA MANO SULLA COSCIENZA

Giugno 20, 2008

 
 
 
IMMIGRAZIONE: il Parlamento Europeo approva la “Direttiva della Vergogna” – 19/6/08 (COSI’ CHIANATA DALLE SINISTRE SOCIALISTE DI STRASBURGO!)

Avantieri a Strasburgo il Parlamento Europeo ha approvato con 369 sì, 197 no e 106 astenuti la direttiva sui rimpatri, senza apportare modifiche al testo di compromesso. Non e’stato approvato nessuno degli emendamenti presentati da Socialisti, Verdi e Sinistra Nordica che volevano evitare di rendere definitivo in prima lettura questo testo.

Da oggi quindi inizia una nuova fase della politica d’immigrazione targata EU che detterà le linee guida degli Stati Membri per quanto concerne l’immigrazione clandestina. In altre parole parole, la Direttiva serve a creare una rete di norme comuni a tutti i Paesi membri al fine di armonizzare a livello europeo le misure da prendersi nei confronti dell’immigrato clandestino, in relazione alla sua detenzione/espulsione.

Questi i punti più dibattuti  della Direttiva approvata:

Essa prevede che l’IMMIGRATO CLANDESTINO possa optare, in un lasso di tempo non superiore ai 30 giorni, per un ritorno volontario al proprio Paese di origine oppure verso un Paese di transito con il quale vi siano accordi bilaterali di riammissione. Nel momento in cui l’immigrato decide di non abbandonare il Paese d’arrivo scatta la detenzione che, proprio grazie a questo nuovo documento, potrebbe essere prolungata fino a 18 mesi.

Detenzione nei CPT che, per chi li conosce, non sono poi così diversi da prigioni un po’ infiocchettate. É previsto quindi che l’immigrato clandestino venga trattato alla stregua di un criminale e che venga rinchiuso per un anno e mezzo.

Altro punto da considerare e’ la detenzione di minori.
Viene garantito l’accesso all’istruzione a chi non ha ancora raggiunto la maggiore eta’, ma le regole di espulsione sono le stesse, per quanto nel documento si legga che si tiene in considerazione “l’interesse superiore del bambino”. I minori non accompagnati possono essere quindi espulsi verso Paesi dove non hanno né tutori né famigliari, a condizione che vi siano delle strutture d’accoglienza adeguate, si legge.

Altro punto controverso e’ l’assistenza giuridica per gli immigrati illegali. Non viene infatti garantito alcun sostegno legale gratuito ma ci si appella alla legislazione nazionale di ciascun Stato Membro.

Infine, una volta espulso, l’immigrato non può più tornare nel Paese dal quale é stato cacciato per una durata di 5 anni.

Gli europarlamentari del PD a Strasburgo  hanno sostenuto ipocritamente la Direttiva, enfatizzandone l’utilità per i Paesi che ancora non hanno una legislazione chiara inerente l’immigrazione clandestina, soprattutto per quanto riguarda i tempi di detenzione.

Certo é che un testo di questo tipo mina i diritti dell’uomo in materia di libertà personale e di diritto alla famiglia ed alla vita privata (si pensi all’impossibilità dei ricongiungimenti familiari in caso di divieto di ritorno). Rischia di pregiudicare la concessione d’asilo per persone espulse che, in altri momenti, potrebbero trovarsi nelle condizioni di invocarlo. Manca completamente di tutela concreta per l’infanzia, venendo meno il precetto base per la difesa del bambino: l’interesse del minore deve essere tenuto in primaria considerazione in ogni circostanza, art. 3 della Convenzione sui diritti dell’infanzia. La grande pecca del Parlamento europeo è stata quella di non aver aspettato, di aver approvato una Direttiva di questo tipo in prima lettura, quando invece si sarebbe potuto temporeggiare per limarla e renderla almeno accettabile.

V’era il tempo necessario ad una seconda lettura e ad una revisione delle parti più critiche.

Invece é stato fatto il gioco del Consiglio, quindi degli Stati Membri, rafforzando ancor di più la sensazione che l’Europa si stia chiudendo sempre più a fortezza, incapace di gestire un problema tanto complesso quanto umano.

da:Megachip

N.B.
I ministro Maroni e Frattini hanno già dichiarato che la faranno mettere immediatamente all’ordine del giorno dai presidenti delle Camere per la ratifica.

 Sarà pure una coincidenza: “LA CONVIVENZA CON GLI ITALIANI NON SALVA I CLANDESTINI“.   Lo ha stabilito la 1^ sezione penale della nostra CASSAZIONE.

Un immigrato clandestino ha fatto ricorso in Cassazione contro il provvedimento di espulsione adottato dal tribunale di sorveglianza di Lecce, sostenendo che da tempo convive con una cittadina italiana.
Con una sentenza, inusualmente rapida, la n.ro 24710 i supremi giudici hanno ribadito che “la convivenza more-uxorio con una cittadina italiana NON PUò COSTITUIRE LEGITTIMO MOTIVO OSTATIVO ALL’ESPULSIONE, in quanto il divieto di espulsione di cittadino extracomunitario coniugato con cittadino italiano o convivente con parenti entro il 4° grado di cittadinanza italiana serve a tutelare l’unità della famiglia“.

Il che significa che per i clandestini la famiglia di fatto non conta.

Brutto segnale le MINACCE DI MORTE A BERLUSCONI

Giugno 18, 2008
 
di Francesco Pugliarello da LISISTRATA.COM
 
SicurezzaL’ISLAMISMO IN ITALIALe perplessità del professor  Luca Ricolfi espresse nell’editoriale su La Stampa del  17 ultimo scorso nei confronti dell’esecutivo, quando critica il premier Berlusconi di non essere in grado di coniugare sicurezza con legalità, potrebbero avere un loro fondamento.

Se le stesse perplessità le avesse rilevate sul versante della strisciante deriva xenofoba che serpeggia nelle pieghe della società italiana, senza puntare lo sguardo unicamente sui mai risolti conflitti di interessi del capo del Governo, forse Ricolfi avrebbe avuto ragione come l’ha avuta quando nel suo “Perché siamo antipatici?”, affondando il dito nella piaga italiana che è da sempre la sinistra nostrana.

Sarebbe irrilevante ripetere all’editorialista che sollevare un conflitto di interessi di Berlusconi rimane l’unico oggetto di ricatto in mano ad una opposizione che dopo il disastro elettorale, trova in esso l’unica sua ragione di esistere. Inoltre,  se l’italiano sceglie liberamente di essere governato da un premier pluriindagato e altrettante volte prosciolto, anche da norme sbagliate come la prescrizione (breve) qualche ragione dovrà pur esserci.

Evidentemente chi ha votato Berlusconi non tollera un accanimento verso chi si “sacrifica” per ammodernare il nostro Paese, quando ne avrebbe ben donde di godersi il prodotto del suo lavoro.

Sicuramente all’italiano medio sta più a cuore la sua sicurezza, il suo benessere, la tutela di sé e dei propri figli piuttosto che una norma ad usum delfini.

Brutti segnali quando si delegittimano le istituzioni. Questione molto delicata più di quanto si pensi perché riguarda la sicurezza nazionale ed il controllo delle frontiere che per l’appunto il Parlamento europeo con l’astensione delle sinistre oggi stesso ha approvato. Si potrebbe soggiungere al professore che il messaggio lanciato dalla magistratura milanese è l’ennesimo atto intimidatorio rivolto ad un premier in carica il cui lavoro viene riconosciuto da tutti i settori della pubblica opinione d’ogni colore politico.

Altro che buonismo e tela sfilacciata: la retromarcia di Veltroni sul dialogo per le riforme coincide con il serrate le fila con la sinistra arcobaleno, temporaneamente interrotta dallo stesso segretario del PD nell’immediato dopo elezioni ed ora sventola come uno spauracchio sotto il muso di Berlusconi. Un gioco poco prudente quello della “nuova sinistra” che ha sortito le ansie destabilizzatrici provenienti da settori estremisti islamici, mai come questa volta espliciti, direttamente al cuore delle istituzioni con le minacce di morte a Silvio Berlusconi  e al vicedirettore del Corriere della Sera Magdi Cristiano Allam. Minacce che i precedenti governi avevano supinamente introiettato da proiettare il nostro Paese nel ventre molle dell’Europa mediterranea.

C’è una novità rispetto al passato che rende più sinistro il messaggio. Negli anni precedenti le minacce a Berlusconi a Palazzo Chigi venivano postate in lingua araba, ora invece le invettive sono in italiano: segno che la presenza degli internauti islamici di seconda generazione è in continua ascesa tanto da arrivare a scrivere direttamente in italiano. Chi ha postato le minacce ha usato un alias arabo dal chiaro significato:  “Emigrante di Allah che ha dato l’addio alla sua gente”.  Nel messaggio l’autore scrive: “ Berlusconi e Magdi Allam sono due morti che camminano… proprio come si autodefiniva Giovani Falcone”.

Messaggio in codice ? Forse. Per qualcuno una provocazione. Fatto sta che esso può risvegliare cellule in sonno. Gli esperti dicono che proprio queste ultime parole fanno pensare al linguaggio usato nei comunicati delle varie cellule arabe di Al Qaeda, le stesse che circolano in Gran Bretagna ed in Francia. Se sia opera delle farneticazioni di un singolo, ancora non ci è dato sapere.

Un intruglio sicuramente molto presente nella compagine governativa quando dispone al potere giudiziario una moratoria per i reati minori a favore di quelli riguardanti la sicurezza nazionale, così come molte Procure, tale quella di Torino, da tempo auspicavano.

Ma Berlusconi da vero italiano quando è alle strette sfodera il meglio delle sue armi. Tira dritto noncurante della rivolta dei magistrati di Milano assecondati da Csm e Anm, ben sapendo che quel potere è un potere di funzionari soggetti alla legge espressa da un Parlamento eletto dal popolo.

Di Pietro li sobilla paragonando Berlusconi addirittura al boss mafioso Provenzano. Veltroni è risucchiato da questo meccanismo perverso ed è costretto ad andargli dietro. Per il momento non si sa quanto durerà e se durerà questa “guerra” istituzionale, quel che è certo che i cittadini con le ultime elezioni amministrative siciliane hanno sentenziato la rovinosa sconfitta di un certo modo di fare politica.  

 

Solo l’ORGOGLIO NAZIONALE porta alla vittoria!

Giugno 16, 2008
Vi domanderete perchè ho impostato questa mia riflessione sul piano politico?
Evidentemente perchè ritengo che la politica è vita, intendola nel senso puro della parola, cioè quella che coinvolge la sfera civile di un popolo e lo porta con sacrificio e coraggio alla vittora.

Avete visto che partita ha condotto la Turkia in tutto il secondo secondo tempo e con quanto agonismo?

La Turkia ha vinto una sfida che all’inizio era data da tutti per spacciata. I cechi già pregustavamo il passaggio del girone.

Si è visto chiaramente a partire dall’allenatore ai giocatori quale sicumera hanno mostrato in campo i cechi, snobbando l’avversario.  Ebbene, in appena un quarto d’ora i turchi dallo zero a due, (prima volta nella storia calcistica, escludento la storica partita contro la germania del ‘70) son riusciti a rimomtare il pesante handicap, passando il turno con uno umiliante tre a due!

Mettendola sul piano  morale, possiamo affermare che nei Turchi la voglia di entrare in Europa, anche nell’agonismo sportivo, è talmente grande da sottoporsi a qualunque sacrificio… 

Visto in prospettiva dobbiamo riconoscere che a noi manca questo orgoglio nazionale e pertanto andando avanti così questi islamici ci soppianteranno in ogni campo. Evidentemente dai paesi emergenti, dagli islamici in particolare che fanno i prepotenti in casa nostra, siamo visti come una massa di smidollati e pertanto facile preda..

    

L’orgoglio nazionale del Popolo irlandese

Giugno 14, 2008

Il risultato referendario dell’Irlanda è sintomatico di un’insofferenza diffusa nel Vecchio Continente nei confronti dei burocrati presenti a Bruxelles.

A prescindere che l’Irlanda può permettersi anche un’autonomia, con un mercato economico finanziario florido, sono convinto che la contrarietà all’Unione col resto d’Europa discende dai lacci che impongono gli affaristi burocrati di Bruxelles. Ma principalmente dal rifiuto del disegno euroarabo partorito negli anni ‘70 patrocinato dall’asse franco-tetesco.

Mentre le nostre èlites si baloccano in chiacchiere salottiere, i poteri economici e finanziari del nostro Paese, collusi con Bruxelles, si fregano le mani nella prospettiva di vivacchiare alle spalle dei soliti “narcotizzati”, incapaci di indignazione, il popolo irlandese, come quello franceseed olandese, dimostra di avere ancora un sussulto di orgoglio.

Quest’ultima battuta d’arresto testimonia di una pesante crisi d’identità diffusa in tutt’Europa. E’ bene che le èlite prendano atto della contestazione e mettano mano ad una profonda revisione dei trattati puntando su un Eropa politica e dei Popoli. Altrimenti si aspettino un cambio della guardia alle prossime elezioni del 2009!

F.P.

INTERCETTAZIONI TELEFONICHE: dis.legge intelligente ed equlibrato

Giugno 13, 2008
Riferendomi all’articolo precedente “IL PRE-GIUDIZIO” è il nuovo stile della sinistra veltroniana”, conoscendo i miei polli, non potevo sbagliarmi.
Si dirà che è stata la pressione dell’opposizione?
Niente affatto.
Era stato preannunciato dal guardasigilli ch’era la fusione con il decreto del governo precedente, e allora?  Spero si sia capita la coerenza che persegue questo esecutivo a fronte della demagogia veltroniana!
E’ la saggezza e la coerenza a reggere questo esecutivo che vara leggi equivalenti alla saggezza del POPOLO italiano.
Il provvedimento varato oggi in C.d.M. ha due punti di forza: arginare la diffusione incontrollata dei contenuti delle intercettazioni e ridimensionare gli oneri derivanti dalle operazioni di intercettazione.
Le intercettazioni restano ma solo per le ipotesi di reato maggiori (l’omicidio, la mafia, la criminalità organizzata, il terrorismo ed i fatti di particolare pericolosità sociale), per quelli che prevedono pene di almeno dieci anni di carcere  e per la corruzione e le molestie reiterate contro le donne e i minori.
Questo disegno di legge non abolisce i reati, ma  capovolge la prassi seguita finora: partire dallo spionaggio telefonico, magari a pioggia o a casaccio, per arrivare al reato. D’ora in poi si dovrà partire da un’ipotesi, motivata, di reato, e applicare ad esso lo strumento dell’intercettazione. Non si potrà più tirare in ballo chi no n c’entra nulla e ha la sola colpa di essere un amico, un’amica, la moglie e l’amante di un sospetto.Nessun reato viene cancellato, nessuna indagine viene bloccata. Si dovrà però indagare come in ogni altro paese civile: trovando prove, riscontri, confessioni e moventi. Insomma andando sul campo.
In questi giorni si è detto che senza intercettazioni non si sarebbe scoperto lo scandalo della clinica Santa Rita di Milano. A parte il fatto che il quel caso i magistrati hanno trovato molti altri riscontri documentali, a cominciare dalle confessioni degli indagati: com’è possibile utilizzare strumentalmente un argomento del genere visto che le pene previste per i reati di cui sono accusati medici e funzionari sono ben superiori ai dieci anni?
Ne uscirà una legge equilibrata che garantirà più civiltà giuridica per gli italiani, che eviterà la famigerata gogna mediatica di questi anni, che costringerà gli stessi magistrati a compiere un salto di qualità nelle loro indagini, dunque investigando più efficacemente. Non va dimenticato che nonostante il record mondiale di intercettazioni, l’Italia è il paese nel quale nove crimini du dieci restano impuniti e tutti i grandi delitti sono rimasti irrisolti.
«Questo provvedimento – ha affermato in conferenza stampa il ministro della Giustizia, Angelino Alfano – risponde esattamente al dettato della Costituzione sulla tutela della riservatezza ed è inoltre coerente con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Il sistema delle intercettazioni era degenerato – ha spiegato Alfano – perché la privacy delle persone è stata violata troppe volte. Il testo approvato è molto equilibrato e coniuga il diritto del cittadino a vedere assicurata la privacy e l’esigenza dell’ordinamento statuale che deve contrastare i crimini».