Archivio per Marzo 2009

Matrimonio negato a un paraplegico

Marzo 27, 2009

(commento di Adriana Bolchini -Lisistrata.it)

Il vescovo di Viterbo rifiuta di celebrare le nozze di una coppia. Lui è paraplegico, non può garantire potenza procreativa. La notizia colpisce davvero molto. Non tanto perché fa scoprire che ora la Chiesa se la prende pure con le persone diversamente abili (o forse in Vaticano preferiscono chiamarle “disordinatamente abili”, ricalcando la definizione degli omosessuali come “moralmente disordinati”?). Insomma, un odio in più qua, una fobia in più là… alla fine che differenza fa? Il fatto che all’antisemitismo, alla misoginia, all’islamofobia, all’omofobia, a tutte queste amenità che hanno caratterizzato la storia millenaria della Chiesa, si aggiunga pure l’handifobia ( parola davvero brutta, ahimè…) non è che cambi molto le cose, in fin dei conti. No, quello che crea sgomento (beh, insomma, più che altro una sorpresa un po’ sbigottita, a dire il vero) è immaginare una giovane coppia cattolica che decida di sposarsi. Come ben sappiamo (e come questa tristissima vicenda ci ricorda), per la Chiesa il matrimonio è finalizzato solo ed esclusivamente alla procreazione. Dunque, la Chiesa considera un vero e proprio non-sense il matrimonio tra persone che, per qualsiasi ragione (impotenza, paraplegia, omosessualità…), non possano procreare. E di conseguenza esclude dal matrimonio queste persone. Il matrimonio cattolico è un sacramento. E quindi va preso molto sul serio. Non è cosa su cui scherzare, giocare o “provare e poi chissà”. Immagino quindi che ogni pia coppia cattolica debba essere richiamata alla necessità di accertarsi, prima di sposarsi, che entrambi i componenti siano potenzialmente in grado di generare prole, al fine di evitare di utilizzare un sacramento senza che si possano produrre le finalità per le quali esso è concepito. Insomma, è importante accertarsi con adeguata sicurezza della fertilità dei promessi sposi. E questo si può fare con semplici esami clinici. Ora, io non sono né un teologo né un medico, ma mi sembra che una grande minaccia si profili all’orizzonte. O forse sono io a sbagliarmi (e quindi ringrazio tutti coloro che saranno così gentili da segnalare nei commenti ogni tipo di errore o di imprecisione presente in questo post). Dicevo… Io di come la teologia affronta il tema delle analisi sulle cellule uova non so praticamente nulla. So qualcosina di più sui “cugini” spermatozoi. E proprio attorno a questi birichini nasce l’intoppo. Per determinare clinicamente la fertilità del maschio biologico, a quanto ne so, non si può fare a meno della “materia prima”: lo sperma. Sostanza producibile con semplicità e in abbondanza, di solito. Ma i cattolici (quelli che davvero seguono i dettami della Chiesa Cattolica Romana, non quelli che vanno a messa e pregano Padre Pio per hobby) sono abbastanza “insoliti”. E per loro raccogliere quella minima quantità di sostanza bianca utile alle analisi è decisamente complesso. La soluzione più semplice, la masturbazione, è ovviamente esclusa: è peccato grave e rende ciechi (e poi non si potrebbero più ammirare le splendide scarpette trendy di S.S. Ratzinger?).

L’eiaculazione cattolica può avvenire solo durante una penetrazione pene-vagina. In questo caso, come consigliano i medici cattolici, è possibile raccogliere cattolicamente lo sperma all’interno di preservativi cattolicamente bucati… e che i buchi siano abbastanza larghi, mi raccomando (non è uno scherzo: http://www.zenit.org/article-11294?l=italian). Tutto bene? Non proprio. Perché l’eiaculazione cattolica può avvenire solo all’interno della coppia sposata. Ricapitolando: il maschietto della coppia cattolica può produrre (e poi raccogliere) sperma solo attraverso una pratica permessa esclusivamente tra persone sposate. Il problema è che a lui serve raccogliere lo sperma prima di sposarsi! Non gli rimangono che tre strade: 1) commettere peccato masturbandosi o, peggio, con il sesso pre-matrimoniale; 2) sposarsi senza sapere se si è fertili, quindi rischiando di concludere un matrimonio che va contro alle sue sacre finalità; 3) rinunciare al matrimonio (e con esso al sesso e alla procreazione). Personalmente, non mi piace pensar male di nessuno. E quindi sono sicuro che tutte le coppie cattoliche siano così pie, coerenti e devote ai dettami della Santa Chiesa da rinunziare alla tentazione offerta dalle prime due alternative. Sicuramente sceglieranno la terza strada, accettando la croce che con amore il Signore offre loro. E così i cattolici non procreeranno più. Sarà la loro grande estinzione . Dispiace un po’, in fondo in fondo. Però questo è il destino di tutti i dinosauri. Da Pandemonium http://noirpink.blogspot.com/2008/06/attualit-il-matrimonio-negato-e-la.html

(Mio commento, francoazzurro)

Quando la Chiesa si decide ad emarginare i vecchi prelati? Da lunghissimo tempo la cosiddetta impotentia coeundi è uno degli impedimenti che rendono nullo un matrimonio cattolico. Questo non perché la procreazione sia l’unica finalità (è dagli anni ‘60 che la chiesa ha cambiato leggermente la forma: la prima finalità è l’amore, la seconda è la procreazione, ma sono da considerarsi unite e inscindibili)(Cfr.Codice di Diritto Canonico,canone 1084-2). “Se l’impotenza è dubbia prima delle nozze, il matrimonio non può essere impedito né dichiarato nullo”, è il parere di Gerardo Ronzoni, professore d’Urologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore e primo presidente, nel 1980, dell’Associazione Italiana Paraplegici. Ronzoni, ha vari lavori scientifici alle spalle sul tema della disabilità e sessualità, ha diretto dal 1992 al 2003 ha diretto il reparto di Uro-Chirurgia per paraplegici del Policlinico Gemelli: ora è vice presidente dell’associazione “Handicap Noi e Gli Altri”: e dirige l’Unità Operativa di Chirurgia Urologica del Gemelli presso il Complesso Integrato Columbus. http://www.superabile.it/web/it/CANALI_TEMATICI/Senza_Barriere/Interviste_e_personaggi/info-2126083171.html

E’ probabile che il vescovo era all’oscuro di questo parere scientifico o, da buon zelante burocrate, ha proceduto secondo i dettami canonici preconciliari: si dà il caso che la chiesa è ancora piena di settantenni e ottantenni nostalgici. Sono andato a riscontrare anche il comunicato successivo della Curia in cui spiega che i fatti non si sono svolti come raccontati dai media. In un comunicato della curia viterbese, peraltro molto sibillino, concordato con gli interessati, si legge: “I termini della questione non sono quelli raccontati; a chi di dovere sono state offerte tutte le motivazioni di una realtà che non dipende nè da discrezionalità nè dall’intenzionalità dei soggetti”. Ribadisco che, anche se comprese nel Codice del Diritto Canonico, certe regole sono inique, vessatorie e umanamente sorpassate. In ogni caso i due si sono sposati dopo due mesi in municipio. Come si vede l’amore tra i due giovani ha resistito anche di fronte alle difficoltà e al dramma. In ogni caso il Vescovo burocrate poteva ufficializzarlo anche davanti a Dio se questo era un loro desiderio, e non credo siano le leggi degli uomini (perché il diritto canonico è stato stilato da uomini) a poter decidere questo. E’ uno dei motivi per cui il Codice di Diritto Canonico va cambiato, come nel tempo la chiesa ha cambiato molto dei suoi dogmi.

La flice liberazione degli ostaggi in Egitto

Marzo 2, 2009

Senza troppe pretese letterarie vorrei dimostrare quanto ha pesato lo zampino di Gheddafi e di riflesso del nostro Governo in questa liberazione, ma ragioni di tempo limitato mi consentono soltanto alcune brevissime considerazioni.
1- E’ vero o non è vero che in un primo momento si disse che gli 11 ostaggi avevano attraversato la frontiera libica? e che avevano chiesto per il  riscatto 20 milioni di dollari?
2- E’ vero o non è vero che nel modo arabo dalle coste del sud-mediterraneo foglia non si muove che Gheddafi non voglia?
3- E’ vero o non è vero che il potere di ricatto di costui è talmente elevato da costringere l’Italia a venire a patti con lui da ingigantire il suo strapotere su gran parte della popolazione subsahariana?
E allora come mai l’Egitto, paese amico dell’Italia e dell’Occidente europeo, ha permesso alle teste di cuoio Occidentali di catturare sul sacro suolo islamico quei furfanti sequestratori? Non pensate che dietro tutto questo possa esserci una regìa gheddafiana?
La controprova potrebbe risiedere nel recente accordo avuto con Berlusconi sul raddoppio delle forniture di gas e di petrolio (ottimo tra l’altro), sull’autostrada costiera e quant’altro, come il controllo dei clandestini che, guarda caso partono tutti dalle coste libiche!

E allora se è così: lunga vita al nostro Presidente proprio oggi che cade il suo 72esimo compleanno.
francesco pugliarello

DECAPITATA PARTE DELLA GIUNTA FIORENTINA

Marzo 2, 2009

- Le prime dimissioni a ridosso delle primarie d.s. -

Sotto inchiesta anche il presidente di Fondiaria-Sai Salvatore Ligresti.
E’ di oggi la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche che inchiodano alla loro responsabilità amministrativa e penale vertici della Giunta comunale di Firenze per i lauti incarichi affidati ad amici e parenti e le immediate auto-dimissioni dell’assessore all’urbanistica Gianni Biagi.
Ma il famigerato assessore-sceriffo (nonchè ex parlamentare d.s. Graziano Cioni) nonchè candidato a Sindaco alle elezioni del giugno prossimo, anch’egli direttamente coinvolto nello scandalo, per una insperata promozione ottenuta dal figlio (dipendente di Fondiaria), intende resistere… presumibilmente in attesa di un ‘occhio di riguardo’ dei compagni presenti in Procura.

Come in altre occasioni ho fatto rilevare, non c’è pace per il piccolo e famoso Capoluogo toscano (385mila abitanti): a pochi giorni dal sequestro del faraonico complesso commerciale di Novoli, ora salta fuori l’operazione Castello al quartiere 5 Rifredi – 168 ettari su cui dovrebbero sorgere 700 appartamenti, negozi, uffici pubblici ed anche un nuovo stadio di calcio e un progetto per far fuori gli 80 ettari di parco pubblico previsti a carico del costruttore -.

Secondo gli inquirenti, l’assessore Biagi avrebbe aiutato il gruppo Ligresti perché così facendo “piazzava” due tecnici progettisti chiamati a realizzare i progetti di edificazione degli interventi pubblici e privati sull’area di Castello.
Il valore commerciale dell’operazione è pari a un milione di euro.
Non basta. Stando all’accusa, Graziano Cioni, è accusato anche di violenza privata, avrebbe costretto un imprenditore a licenziare una propria dipendente, incaricata dei rapporti con le pubbliche amministrazioni, “colpevole” di non volerlo appoggiare nella sua corsa a Sindaco. Si parla anche di una minaccia che l’imprenditore avrebbe ricevuto da parte di un altro politico, che risulta però estraneo all’inchiesta.

Questi i metodi adottati in questa martoriata città da faide tutte interne alle sinistre.

(Fonte: Quotidiani cittadini e nazionali)

Gli ulteriori sviluppi alla prossima.

DOMENICI: UN SINDACO CONTRO LA SUA CITTÀ

Marzo 2, 2009

Totalitarismi Può un sindaco lavorare contro il bene comune e gli interessi generali della propria città? Purtroppo sì.

E’ Leonardo Domenici, nonché presidente dell’ANCI, a confermarcelo, giorno dopo giorno, con atti e parole.

Per cui, non pago di aver condannato Firenze al degrado e all’immobilismo (a causa della sua incapacità amministrativa e delle divisioni presenti nella sua sgangherata maggioranza vetero ulivista) vorrebbe ora emarginarla ulteriormente, ponendola addirittura fuori dal confronto tra governo centrale ed enti locali.

Il governo si era reso disponibile ad aprire un ‘tavolo per Firenze’, dove affrontare con spirito di collaborazione e condivisione di intenti le questioni più urgenti, e Domenici per tutta risposta si è limitato a fare spallucce, affermando che comunque del tema tramvia (alias MICROFERROVIA in una cittadina medievale!) non si dovrà mai discutere.

Al che al ministro dei beni culturali Sandro Bondi non è rimasto che dichiarare giustamente di non poter sottostare a tali condizioni, e quindi di non poter aprire un tavolo particolare.

Resterà ovviamente l’impegno istituzionale del governo verso Firenze. Per chi non lo sapesse, Domenici è quel sindaco che ha istituito l’assessorato alla partecipazione ed ha sempre rifiutato una legge speciale per Firenze, come per Roma, capace magari di produrre risultati positivi.

Lui, in fondo, la città la preferisce così: avvilita ed abbandonata, sotto il totale dominio del suo partito che tutto controlla e determina. La verità è che Domenici, seguendo la tradizione comunista in cui si è formato, antepone l’interesse del suo partito a quello della comunità che pur a suo tempo lo scelse come primo cittadino.

E l’interesse del suo partito, spaccato e lacerato da una feroce guerra fra bande, è oggi quello di far quadrato al fine di sopravvivere, ricompattando le disperse fila in nome di un becero antiberlusconismo in polemica volgare col governo sulla scia uolter-dipietrina. Un disegno meschino, che passa sopra ogni cosa e che rischia di far terra bruciata attorno ad una città che un tempo fu faro di civiltà.

Ma nel tono e nei comportamenti del “Leonardo furioso” (come lo chiama il senatore Paolo Amato del PDL dal quale ho tratto queste idee), non c’è solo la difesa del proprio “particulare”. C’è qualcosa di più e di irrazionale che attiene evidentemente alle nevrosi o alle paranoie personali.

Come spiegare altrimenti il suo incredibile giudizio sul referendum relativo alle linee 2 e 3 della tramvia, indetto e perso dall’amministrazione comunale? “Si continua a dire che è stato vinto – ha strepitato  Domenici – …stiamo parlando di minoranze che creano confusione e forse sono legate anche a qualche circoletto massonico“!

Ma che centra la massoneria con la tramvia? Domenici fa riferimento ad essa in senso spregiativo per delegittimare comitati e liberi cittadini battutisi contro il demenziale tracciato del progetto tranviario: nel qual caso faccia i nomi o precisi di quali circoli si tratta. O intende alludere al complotto demo-pluto-giudaico in atto nella sua giunta? Anche perché l’unico complotto che riesco a vedere contro di lui è quello nel Partito Democratico, dove, in molti, non vedono l’ora di sbarazzarsi di quello che viene ormai considerato il peggior sindaco che Firenze abbia mai avuto.

Resta il fatto che un sindaco che beffardamente ha istituito l’”assessorato alla partecipazione”, insiste nello schernire la volontà popolare dei fiorentini espressa sulla tramvia attraverso lo strumento partecipativo del referendum consultivo.

Francesco Pugliarello