Non è mio costume trattare di gossip ma, visto che l’”affaire” Berlusconi/Veronica/Noemi ha preso la piega di un caso di alta politica (sperando che la magistratura faccia al più presto il suo corso) con la vergognosa campagna Repubblica-Espresso-Franceschini, non posso rinunciare a confermare la mia solidarietà al nostro premier che ancora una volta, in questo scorcio di campagna elettorale, viene preso di mira dalla stampa internazionale con pretese moralizzanti, presumibilmente pilotata dalle opposizioni presenti in certe Commissioni di Bruxelles. Non è la prima volta che una certa stampa estera mostra il suo volto becero e frivolo nei confronti dell’Italia. Oggi attaccando l’italiano più potente, nel 2006 Papa Benedetto XVI quando a Ratisbona si “scagliò” contro l’islam fondamentalista. Ho il sospetto che quotidiani come l’anglicano Times e il madrileno El Pais, epigoni del comunista Liberation, accomunati nel diffondere falso moralismo e relativismo (tutti al soldo arabo), siano sulla stessa lunghezza d’onda, diametralmente opposta alla cristianissima Italia. E’ un losco grumo di interessi, tesi a demonizzare l’avversario ritenuto un nemico da abbattere con la calunnia. La lettera di solidarietà a Veronica Lario pubblicata il 27 maggio sul Corriere delle Sera dalla nobildonna e scrittrice Dacia Maraini, mi offre il destro per provare la strumentalità di cui certi personaggi che, dall’alto della loro “cattedra”, usano vicende private altrui per rilanciare certe ideologie tarde a tramontare e che hanno a lungo inquinato la convivenza civile nel nostro Paese. La lodevole solidarietà espressa dalla scrittrice a Veronica scade in una rabbiosa intolleranza verso il genere femminile che, almeno tra le giovani generazioni, è pressoché inesistente. La lettera traspira un inusitato veleno contro il maschio, reo di usare e abusare della donna. A suo dire, i quotidiani controllati dal marito puzzerebbero di una nuova forma di misoginia, fatta di una “falsa ammirazione per le bellezze femminili che nasconde aggressività e disprezzo”. Sull’onda del livore marainiano, fuori dai denti, potremmo cominciare a domandarci perché le donne si sentono oggetto di conquista? Non sarà che siano proprio certe rampanti di “buona famiglia” le artefici di questo costume quando, mostrando spudoratamente la loro intimità, bramano visibilità per conquistarsi fette di mercato presso chi detiene il potere? Peccato che la lettera esordisce col compatire la “povera Veronica, donna sola e abbandonata”. Evidentemente la Maraini non conosceva certi antefatti, svelati il giorno dopo dalla Santanchè sul quotidiano Libero. In un impeto di amore per la verità o forse anch’essa attratta dal fascino di Berlusconi (?), cui poche donne fanno mistero, l’onorevole Daniela Santanchè afferma che Veronica da tempo si affianca a un 47enne, il signor Alberto Orlando, responsabile della sicurezza a Villa San Martino e “con lui condivide progetti, interessi e vacanze”. Fatto di cui lo stesso Berlusconi conferma e che, per ragioni di privacy, avrebbe preferito non fossero resi pubblici. Secondo la leader del Movimento per l’Italia, “Il Premier non ha sfasciato nessuna famiglia, ha tentato di tutto per tenerla in piedi. Se non ricordo male la stessa Santanchè tempo fa, riferendosi a Berlusconi, non alludeva ad un certo maschilismo berlusconiano parlando di “concezione orizzontale della donna” e infiocchettando l’affermazione da un eloquente “Silvio, non te la do”? Strano mondo quello dei politici nostrani. Scagli la prima pietra chi è senza peccato… Ma andiamo avanti, vediamo più compiutamente cosa riferisce l’onorevole, colpita sulla strada di Damasco. Per il principio di riservatezza, Berlusconi, diversamente da tutti i capi di Governo, avrebbe rinunciato ad avere al suo fianco la sua donna; avrebbe accettato che l’Italia non avesse una first lady e mettendo da parte il suo orgoglio di uomo, avrebbe pensato principalmente ai figli, ai nipotini e alla importante carica che ricopre. Sempre secondo la Santanchè, il Berlusca con la moglie avrebbe fatto un patto: “Andiamo avanti, non sfasciamo tutto”. In buona sostanza ha fatto quello che pochi uomini avrebbero il coraggio di fare. “Cosa gli sarebbe costato divorziare e rifarsi una famiglia?” Non sarebbe il primo caso: Sarkozy docet. Il buon senso comune insegna che il torto non è mai da una sola parte. Nonostante al premier sia apparsa come una pugnalata alle spalle, ancora una volta ha dimostrato un fair-play ed una signorilità anche da Vespa quando, incalzato sulla domanda cosa pensa della sua signora, ha ribadito “sono cose private, non ne parlo in pubblico”. Secondo “La Stampa” la notizia l’avrebbe ricevuta al rientro a Villa San Martino, all’una di notte dalla televisione, mentre i telegiornali annunciavano la richiesta di divorzio avanzata da sua moglie Veronica. Dice niente tutto questo alla Maraini che va vaneggiando un maschilismo d’altri tempi? Non è certo una bella storia. Ma tant’è. Alla luce di questi fatti, per i quali l’unica smentita (peraltro da provare) proviene dal supposto amante, sarebbe interessante, conoscere il parere della signora Maraini. Francesco Pugliarello
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E ADESSO COME LA METTIAMO “signora Maraini” ?
Giugno 1, 2009La flice liberazione degli ostaggi in Egitto
Marzo 2, 2009Senza troppe pretese letterarie vorrei dimostrare quanto ha pesato lo zampino di Gheddafi e di riflesso del nostro Governo in questa liberazione, ma ragioni di tempo limitato mi consentono soltanto alcune brevissime considerazioni.
1- E’ vero o non è vero che in un primo momento si disse che gli 11 ostaggi avevano attraversato la frontiera libica? e che avevano chiesto per il riscatto 20 milioni di dollari?
2- E’ vero o non è vero che nel modo arabo dalle coste del sud-mediterraneo foglia non si muove che Gheddafi non voglia?
3- E’ vero o non è vero che il potere di ricatto di costui è talmente elevato da costringere l’Italia a venire a patti con lui da ingigantire il suo strapotere su gran parte della popolazione subsahariana?
E allora come mai l’Egitto, paese amico dell’Italia e dell’Occidente europeo, ha permesso alle teste di cuoio Occidentali di catturare sul sacro suolo islamico quei furfanti sequestratori? Non pensate che dietro tutto questo possa esserci una regìa gheddafiana?
La controprova potrebbe risiedere nel recente accordo avuto con Berlusconi sul raddoppio delle forniture di gas e di petrolio (ottimo tra l’altro), sull’autostrada costiera e quant’altro, come il controllo dei clandestini che, guarda caso partono tutti dalle coste libiche!
E allora se è così: lunga vita al nostro Presidente proprio oggi che cade il suo 72esimo compleanno.
francesco pugliarello
Brutto segnale le MINACCE DI MORTE A BERLUSCONI
Giugno 18, 2008INTERCETTAZIONI TELEFONICHE: dis.legge intelligente ed equlibrato
Giugno 13, 2008Si dirà che è stata la pressione dell’opposizione?
Niente affatto.
Era stato preannunciato dal guardasigilli ch’era la fusione con il decreto del governo precedente, e allora? Spero si sia capita la coerenza che persegue questo esecutivo a fronte della demagogia veltroniana!
E’ la saggezza e la coerenza a reggere questo esecutivo che vara leggi equivalenti alla saggezza del POPOLO italiano.
Le intercettazioni restano ma solo per le ipotesi di reato maggiori (l’omicidio, la mafia, la criminalità organizzata, il terrorismo ed i fatti di particolare pericolosità sociale), per quelli che prevedono pene di almeno dieci anni di carcere e per la corruzione e le molestie reiterate contro le donne e i minori.
Questo disegno di legge non abolisce i reati, ma capovolge la prassi seguita finora: partire dallo spionaggio telefonico, magari a pioggia o a casaccio, per arrivare al reato. Dora in poi si dovrà partire da unipotesi, motivata, di reato, e applicare ad esso lo strumento dellintercettazione. Non si potrà più tirare in ballo chi no n centra nulla e ha la sola colpa di essere un amico, unamica, la moglie e l’amante di un sospetto.Nessun reato viene cancellato, nessuna indagine viene bloccata. Si dovrà però indagare come in ogni altro paese civile: trovando prove, riscontri, confessioni e moventi. Insomma andando sul campo.
In questi giorni si è detto che senza intercettazioni non si sarebbe scoperto lo scandalo della clinica Santa Rita di Milano. A parte il fatto che il quel caso i magistrati hanno trovato molti altri riscontri documentali, a cominciare dalle confessioni degli indagati: com’è possibile utilizzare strumentalmente un argomento del genere visto che le pene previste per i reati di cui sono accusati medici e funzionari sono ben superiori ai dieci anni?
Ne uscirà una legge equilibrata che garantirà più civiltà giuridica per gli italiani, che eviterà la famigerata gogna mediatica di questi anni, che costringerà gli stessi magistrati a compiere un salto di qualità nelle loro indagini, dunque investigando più efficacemente. Non va dimenticato che nonostante il record mondiale di intercettazioni, l’Italia è il paese nel quale nove crimini du dieci restano impuniti e tutti i grandi delitti sono rimasti irrisolti.
IL PRE-GIUDIZIO è il nuovo stile della sinistra veltroniana
Giugno 11, 2008|
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Parlare per pre-giudizi è lo stile della nuova sinistra Veniamo ai fatti. In questi giorni si sta trattando delle intercettazioni telefoniche. Ancora non c’è un testo governativo e già Veltroni, spinto dal livore giustizialista dipietrino, mette in fibrillazione tutto l’assetto politico della nuova sinistra: “non si può impedire alla magistratura di indagare su tutte le forme di illegalità come corruzione, estorsione ed altri minori”. Ebbene il ministro guardasigilli Alfano, sospettando vuoti di memoria nel suo interlocutore, gli fa notare che “il disegno di legge, peraltro ancora in gestazione ed all’attenzione delle commissioni competenti, altro non è che l’aggregazione dei due decreti in vigore del governo Berlusconi del 2005 e dell’esecutivo Prodi del 2007 i cui testi divergono di poco”. Sarà pure che quel “di poco” si riferisca ai reati di cui sopra, fatto sta che dopo averlo contestato duramente il giorno precedente, preso in fallo, il giorno successivo corregge il tiro. Fino ad ieri costoro procedevano a testa bassa propalando fanfaluche con una leggerezza a dir poco infantile, incuranti delle critiche dell’opposizione, oggi si scopre che parlare a vanvera ed esprimere pre-giudizi, è la nuova strategia della sinistra. Quando erano al Governo praticavano la filosofia del pensiero debole, ora che sono all’opposizione ragionano(?) per pre-giudizi. Circa il “pensiero debole” vedi: http://www.ragionpolitica.it/testo.8480.html Per quanto riguarda il “manettaro “, (testa di ponte del potere giudiziario)RIPETO, SENZA SAPERE DI COSA SI PARLA E QUALI MOTIVAZIONI SOTTENDE IL DISEGNO IN CANTIERE, ADDIRITTURA MINACCIA UN REFERENDUM. Presumendo che i reati di corruzione e di criminalità economica siano espunti dal disegno in fieri, appare chiaro chi sia il destinatario del suo livore; sempre ed il solito nemico: Berlusconi Francesco Pugliarello |
PERCHE’ LA VITTORIA DEL ‘POPOLO DELLA LIBERTA’ E’ UN EVENTO EPOCALE
Aprile 17, 2008Sento il piacere di rivivere una nuova svolta epocale nel sistema politico. Vedo questa vittoria del PDL come una sorta di un nuovo sessantotto rovesciato. E’ la vittoria del bipartitismo, voluto e sanzionato dal popolo che riporta a pieno titolo il nostro Paese a livello dei maggiori Paesi del mondo civile.
Il bipolarismo aveva prodotto coalizioni deboli e alleanze innaturali come innaturali erano le proposte di matrimoni alla zapatero.
La scomparsa dei comunisti e dei socialisti dal Parlamento italiano rientra nelle profezie di quel priore di campagna che, ricorderete ho già citato in altre occasioni allorché nel lontano 1967, prossimo alla fine della sua vita terrena, paragonò il comunismo alle serpi che “strisciano e speculano tra le innumerevoli miserie della terra… ma non vanno lontani…” che va sotto il nome di don Lorenzo Milani.
Conseguenza prevedibile dovuta all’equivoca politica di una classe dirigente che ostinatamente si aggrappava ad una finta falce e martello che aveva fatto il suo tempo, mentre il popolo andava maturando la vendetta che la storia aveva da tempo decretato.
Essi potranno risollevarsi dalla cocente sconfitta (ce lo auguriamo tutti) solo se saranno in grado di ricostruire un progetto fondato sulla onestà intellettuale, altrimenti rimarranno accerchiati tra l’autonomismo nordista bossiano e quello sudista di Lombardo.
Se possiamo trarre una morale dalla vittoria del Popolo della Libertà,
come al liceo ci insegnavano le favole di Fedro, potremmo affermare che l’opinione pubblica punisce chi pubblicamente disprezza e demonizza l’avversario politico considerandolo un nemico: è quanto la sinistra aveva elaborato nel rancore, costruendo la sua fortuna sulla mitologia del ricco da annientare.
Francesco Pugliarello
“VOTO A RISCHIO PER COLPA DI BERLUSCONI”(?)…
Aprile 3, 2008Almeno il partito comunista era sorretto da un’ideologia. Il “nuovo” PD manco ha più quello, è pericoloso nel suo genere e arrogante nei fatti. In questi giorni di campagna elettorale sta esprimendo il meglio di quanto covava nel suo assetto genetico: il sordo livore verso chi la pensa diversamente, riuscendo ad esprime quel sottile senso dell’equivoco buono a gabbare i soliti gonzi.
Veniamo all’ultimo episodio fresco di giornata.
Il quotidiano più mestatore e sfacciato presente nel panorama dei media nazionali, controllato dalla coalizione che fa capo a quel signore che ne fu il direttore negli anni novanta, in piena campagna elettorale spara in prima a caratteri di scatola a tutta pagina questo titolo: “VOTO A RISCHIO PER COLPA DI BERLUSCONI”. La per là, pensando ad un errore o magari ad una data vecchia, vado nell’occhiello e, sotto il titolone trovo la sintesi della motivazione; vale a dire, siccome la DC di Pizza è alleata alla CDL, Berlusconi deve aver suggerito a Pinza di creare tutto l’ambaradan per ritardare le elezioni…Roba da stramazzare dalle risate se non fosse per la carognata. Ma tant’è.
Sui tavoli delle case del popolo, dellle SMS, nelle bacheche delle piazze e nei bar della Toscana, dell’EmiliaRomagna e di tutto il centro Italia è questo il titolo che deve campeggiare e, per chi non l’avesse capito, anche questa volta… “piove Berlusconi ladro”, per la goduria del popolo dei gonzi. Caro lettore, non devi sapere altro, ti basta questo per scompisciarti e convincerti chi è il nemico da battere. Tanto si sa, il vecchietto o il labil-vedente mica andranno a spulciare tutto il pastone interno!Tanto basta per farti godere. Mica vanno a realizzare che è il Viminale a giudicare quale lista è da bocciare o da convalidare per le elezioni; mica si preoccupano di capire chi è colui che in commissione ha deciso di estromettere la lista di Pinza, magari perché si confondeva con quella del genero del grande palazzinaro d’Italia… questo sì che lo sanno chi è.
Questa è l’italietta, questo è il popolo che lo vota. Questa è l’Italia che riemerge dalle macerie del muro di Berlino.
Poi vado su L’Unità.it e navigando alla ricerca del pezzo, appare un viso stralunato occhialuto che mi dice: “600 euro l’anno X tre milioni di famiglie“…, ma l’articolo col titolone impresso sul cartaceo non appare, non esiste. Come mai? Sarà una svista? Macchè, la solita furbizia dei lorsignori; essa non ha limiti. Con un pò d’intuito e un pizzico di raziocinio si può capire il perché di questa “svista”…
E’ difficile combattere con chi è affetto da infantilismo fin quando prevarrà l’ignoranza. Lorsignori mi danno l’impressione dei bambini che, quando giocano, ne vengono totalmente coinvolti da dimenticare ciò che li circonda al punto di convincersi e di convincere il compagno di giochi che quello che sta dicendo e facendo sia la realtà, il resto non conta.
Berlusconi, uomo lucido e di carattere, ironizza: “Il problema è che loro si prendono sul serio, mentre noi siamo autoironici; loro si rovinano la giornata fin dal mattino quando si fanno la barba e si guardano allo specchio…
Silvio Berlusconi: la riscossa del vero statista
Novembre 19, 2007Dopo 13 anni di rospi ingoiati da parte delle Procure e da alcuni alleati della sua coalizione, Berlusconi torna sulla scena politica più determinato che mai. In soli tre giorni ha sbaragliato i giochi del teatrino della politica e messo a tappeto tutti gli avversari anche della sua coalizione: altro che pugile suonato per la sconfitta in Senato sulla finanziaria!
La sua mossa fulminea ricorda il duo francese De Gaulle-Sarkozy, quando, il primo, a seguito del maggio parigino (del ‘68) in cui Mitterand, coagulando su di sé l’onda rivoluzionaria del maggio francese si apprestava a cavalcare in unico fronte le lotte studentesche della sinistra antagonista, impose un referendum partecipativo dei salariati, mentre il secondo, giovane studente appoggiava questa proposta che però fallì per un pugno di voti e che portò alle preannunciate dimissioni dello stesso presidente De Gaulle.
Ora il Berlusca, forte dei 7 milioni di firme raccolte in piazza, torna prepotentemente sulla scena politica da vero statista in sintonia con la sua gente, proponendo lo scioglimento di Forza Italia in una nuova formazione politica, il Partito del Popolo della Libertà (PPL) con il quale gli amici della sua coalizione e non solo, d’ora in poi dovranno fare i conti: conti salati, perchè spinto da tanti giovani animati da una passione politica che tutti davano per morta o almeno agonizzante. Questa mossa ha un duplice effetto: restituire rappresentanza politica alla nuova generazione, desiderosa di partecipare alla vita di un Paese allo sbando, ciò che il Cavaliere sognava fin dal lontano 1994 e rimettere al centro della vita nazionale la politica con la P maiuscola .
Contrariamente a quanto pensano i suoi detrattori, Berlusconi non ha nel suo DNA il fanatismo dei capi francesi; il suo è il carattere combattivo del nostro popolo, sorretto dalla fede incondizionata di un dio di giustizia e di amore per l’uomo; è il combattente con le armi delle idee e della prassi politica, nato per guidare un popolo al riscatto dalle pastoie burocratiche di uno statalismo fuori della storia che, periodicamente e soltanto qui in Italia si riaffaccia sul palcoscenico dei partiti delle clientele. Berlusconi non è Veltroni, ossessivamente legato alla ricerca del consenso: per i grandi progetti occorrono generosità, lungimiranza e disinteresse, tutti elementi che Silvio ha coltivato fin da piccolo. Egli ragiona prevalentemente con l’intelligenza del cuore; sa vivere in sintonia con la gente perché proviene da un impero aziendale che ha costruito giorno dopo giorno con sacrifici e anche con il sostegno di amici fedeli. Pur sentendosi inviato dalla Provvidenza, non è il merovingio Clodoveo che agli albori del cristianesimo, sposando una cattolica, invoca opportunisticamente il Signore perché gli conceda il dominio assoluto sui franchi o il tiranno Luigi XVI (il Re Sole) che seppe cambiare la storia europea togliendo potere ai rappresentanti dei francesi in Parlamento o magari il nostrano giacobino di turno travestito da buonista. Berlusconi, al contrario, è il tipico uomo moderno, alieno da bizantinismi che sa andare diritto al cuore del problema per il suo innato carisma, mostrando noncuranza verso i poteri forti, alleati della sinistra che viceversa, al loro solito, lo hanno sempre disprezzato e demonizzato.
Ha molto del Sarkozy all’epoca ministro dell’interno quando, in occasione di una manifestazione di piazza ad una signora che dal balcone gli chiedeva di liberare gli abitanti delle banlieues dalle orde dei delinquenti le rispondeva: “voi ne avete abbastanza di questa banda di feccia (“racaille”), adesso ci pensiamo noi a toglierli di mezzo…!” Con Berlusconi alla ribalta viene spazzato via anche il vecchio luogo comune del populismo all’italiana. No, non credo che, pur giocandosi il tutto per tutto, Silvio sia il solito Cola di Rienzo che sbaraglia tutti per farsi far fuori all’indomani. Certo per molti è un ingombro perché non consente, come non ha consentito nei suoi cinque anni di governo, di farsi mettere nel sacco dai soliti mestatori invidiosi; va a trattare con la forza di milioni di firme alle spalle. Mettendo al centro della vita nazionale la politica, quella con la P maiuscola, può frenare lo strapotere della finanza speculatrice che d’ora in avanti dovrà venire a patti con questo nuovo Partito. Sta a lui ed ai suoi fidati amici gestire questa valanga di consensi.
Francesco Pugliarello
