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Cosa c’è dietro lo scontro Murdoch-Berlusconi ?

Luglio 11, 2009

Il vero motivo dell’offensiva di Murdoch e Sky contro Berlsuconi è in un articolo della “International Herald Tribune”, pubblicato il 15 giugno, a mezzo tra lo scandalo Noemi e quello barese, e rimasto inedito in Italia (l’articolo è stato ripreso il giorno dopo dal “New York Times”).

Lo scontro è sull’invasione di campo che Mediaset sta lanciando su un settore, la tv a pagamento satellitare, che Murdoch ritiene suo feudo intoccabile. La pubblicità è in calo e Mediaset ha messo gli occhi sui flussi costanti di entrate che le tv in abbonamento garantiscono. L’offensiva Mediaset partirà col passaggio al digitale, con il decoder già in uso. La partita è tanto più importante in quanto Sky Italia è l’unica tv a pagamento di Murdoch in attivo in Europa, a parte la gran Bretagna. Questo il testo dell’articolo: Berlusconi sfida Murdoch sulla pay-tv Eric Pfanner Parigi – Uno è un mogul dei media con interessi in politica. L’altro è un politico con interesse nei media. Così, quando Rupert Murdoch e Silvio Berlusconi si sono scontrati, era probabilmente inevitabile che la partita si giocasse su più campi. È quello che sta succedendo in Italia, dove Berlusconi ha usato un’intervista su uno dei suoi canali per accusare Murdoch di attaccarlo sul piano personale attraverso un giornale di proprietà di News Corp., la finanziaria che Murdoch controlla. Gli articoli e gli editoriali in questione, sul “Times” di Londra, hanno analizzato la natura del rapporto tra Berlusconi e una modella diciottenne, Noemi Letizia.

Murdoch, su un canale tv di proprietà della News Corp., ha definito le affermazioni di Berlsuconi “sciocchezze”, facendo notare che altri giornali, non di proprietà della sua società, sono stati anche più critici verso il primo ministro. Su questo livello, la disputa può sembrare farsesca come è nella tradizione del vecchio varietà italiano. Ma su un altro livello, la rivalità tra i due uomini è affare serio, e sta montando. Berlusconi comincia a “temere quanto Murdoch potrebbe fare in Italia”, spiega Fabrizio Perretti, professore alla Bocconi, che ha analizzato l’industria dei media in Italia, “ed è per questo che ha accusato Murdoch (per gli articoli), anche se questi non ne ha in realtà la colpa”. A News Corp. fa capo Sky Italia, una piattaforma satellitare che ha dominato la tv a pagamento in Italia fin dalla creazione della società nel 2003. La holding della famiglia di Berlusconi, la Fininvest, controlla Mediaset, una società di media diversificata che tenta ora di sfidare le posizioni di Sky nella tv a pagamento. Malgrado la forte posizione di Sky – con oltre 4,7 milioni di abbonati, copre circa un quarto delle famiglie italiane – i mutamenti in atto nel mercato tv nazionale potrebbero creare delle possibilità per Mediaset, dicono gli analisti. “Lo scontro raggiungerà un nuovo livello di intensità nella seconda metà dell’anno”, spiega Tim Westcott, analista di Screen Digest a Londra. La televisione italiana è peculiare non solo per la proliferazione di ospiti maschi di mezza età ai talk show attorniati di modelle poco vestite. Non c’è praticamente televisione via cavo in Italia, e i nuovo servizi che mandano la programmazione sui collegamenti Internet a banda larga – una tecnologia che altrove in Europa si espande rapidamente – sono stati lenti a imporsi. Non molto dopo la creazione di Sky Italia, Mediaset ha avviato un suo servizio di tv a pagamento, usando segnali codificati digitalmente, sulle frequenze normali. Con i decoder, e con carte prepagate, le stesse che gli italiani usano per i cellulari, gli utenti possono decodificare i segnali, che includono la trasmissione delle più importanti partite di calcio. Questi utenti generalmente pagano molto meno degli abbonati Sky, e Mediaset in linea generale ottiene ancora la maggioranza dei suoi introiti televisivi dalla pubblicità sui canali non a pagamento. Ma, col calo della pubblicità, ha di mira i flussi costanti di entrate che gli utenti delle tv a pagamento garantiscono, e ha avviato un’operazione per convertire i suoi 2.9 milioni di utenti di carte prepagate in abbonati a lungo termine, nonché per attrarre nuovi clienti. Nel frattempo, l’Italia sta chiudendo col sistema televisivo analogico, per passare tutte le trasmissioni sui segnali digitali. Il passaggio, già avviato in alcune regioni, sarà avviato lunedì nel Lazio, la regione che include Roma. Dopo il passaggio al segnale puramente digitale, dicono gli analisti potrebbe essere più facile per Mediaset convertire gli spettatori in abbonati, perché dispongono già del decoder, mentre quello Sky richiede l’installazione di una parabola.

Pubblicato da Astolfo il 26 giugno 2009

http://www.antiit.com/2009/06/cosa-ce-dietro-lo-scontro-murdoch.html

E’ questo il Presidente del nostro Paese ?

Gennaio 30, 2008
Qualcuno si è spinto a dire che il plauso di Montezemolo al preincarico a Franco Marini ha il significato che “i poteri forti mettono le mani nel piatto”.
Io semplicemente cerco di mettere il luce la debolezza dell’attulae “Presidente degli Italiani”.
 

Se manco Napolitano riesce a trovare una personalità da incaricare e si parla di “preincarico”..beh signori è solo un puro esercizio estetico… la sostanza sono elezioni e subito!

 

Il “PREINCARICO che Napolitano affiderà al presidente del Senato Franco Marini, seconda carica dello Stato, non è un buon segnale.

Non  lo è perché era da dieci anni, al tempo di Scalfaro che non era stato più usato questo metodo e non lo è perché denota l’intreccio micidiale che si è creato nei Palazzi manovrati dai soliti faccendieri cattocomunisti, guidati da un comunista doc come l’uomo del Colle.

Ma non aveva lui stesso riferito alle 14:10 di ieri 29/gennaio che non v’era ancora una maggioranza da giustificare lo scioglimento delle Camere ed andare alle elezioni subito? Alla luce delle ultime dichiarazioni di Casini di rafforzare il ‘partito del voto subito’ e di altri che chiedono l’apertura delle urne come Diliberto, non vi pare che il Capo dello Stato si sia rimangiato quanto affermato ieri?

 

Che significa ‘preincarico’? Qualcosa di meno compromettente; significa non prendere posizione scaricando la responsabilità ad altri, quello che per tutta la sua vita politica l’attuale C.d.S. ha fatto nella sua lunga carriera politica. Nel ricchissimo dizionario della politica italiana, infatti, il preincarico occupa un posto intermedio fra il mandato esplorativo – affidato per sondare la possibilità di un successivo incarico- e il diretto incarico a presentare un governo, come primo tampone alla crisi di governo.

 

Nei ritratti che Feltri e Brunetta fanno ne “I Compagni al Caviale” n. 20, edizioni “Libero, 2007”, pp.111,112,  descrivono Napolitano come il principe dei “cerchiobottisti” la cui fulgida carriera “suona come un dubbio elogio a mediocri di qualtià”. Era presidente della Camera al tempo di tangentopoli, così si legge in questo pamfhlet, quando lesse in assemblea una straziante lettera del deputato Sergio Moroni prima del suicidio. “Mentre tutti rabbrividivano e qualcuno piangeva, questo signore restò impassibile al punto che l’unica frase che proferì fu: “E’ una lettera che ci pone problemi su cui riflettere”. Il resto sappiamo come andò a finire. Napolitano non esitò, in quel biennio, “a firmare tutti i bilanci falsi dei partiti…”; gli stessi che poi, nel giro di pochi mesi, i magistrati avrebbero impugnato.

Dunque senza che mai si fosse preso la briga di fare i necessari controlli che avrebbe bloccato il gioco al massacro di certe toghe dell’epoca e la futura ingerenza nella politica…. Oggi ne abbiamo un’ulteriore testimonianza con la riesumata figura del “preincarico”. Difatti, proseguono gli autori: “appena i giochi si fanno duri, Giorgio si schiera con chi fa la voce grossa”. Alla luce di  quanto riferito da Feltri e Brunetta mi rafforza la sensazione di una pressione operata sul responsabile del Quirinale l’invocazione a non sciogliere le Camere in quel lungo e accorato “comizio” che Veltroni ha pronunciato dalla loggia del Colle all’uscita dal breve incontro di “consultazione” tenuto ieri alle 12:30.