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	<title>Francoazzurro's Weblog</title>
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		<title>Francoazzurro's Weblog</title>
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		<title>Impariamo dai Down cos&#8217;è una vita empatica</title>
		<link>http://francoazzurro.wordpress.com/2011/11/29/impariamo-dai-down-cose-una-vita-empatica/</link>
		<comments>http://francoazzurro.wordpress.com/2011/11/29/impariamo-dai-down-cose-una-vita-empatica/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 09:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francoazzurro</dc:creator>
				<category><![CDATA[sindrome di Down]]></category>
		<category><![CDATA[vita empatica]]></category>
		<category><![CDATA[Down's syndrom]]></category>

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		<description><![CDATA[Cos'è un'esistenza empatica? E' possibile vivere nel benessere spirituale senza lo stress della modernità?<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=francoazzurro.wordpress.com&amp;blog=2002868&amp;post=311&amp;subd=francoazzurro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8230;La capacità di &#8220;sentire gli altri&#8221;</strong></p>
<div>da &#8220;L&#8217;Occidentale.it&#8221;  del 19 Novembre 2011</div>
<div> </div>
<div>di <strong>Francesco Pugliarello</strong> </div>
<h1>   </h1>
<p>Sappiamo che le persone con sindrome di down, notoriamente definite eterni adolescenti, sono guidate più dal cuore che dalla testa. Se prendiamo a riferimento le loro prestazioni scolastiche, che sono improntate sulle capacità logico-matematiche, ci convinciamo di avere a che fare con dei mediocri; alla stessa stregua se li sottoponiamo ai test di valutazione del Q.I. li troviamo a un livello molto basso rispetto alla media. Ma i test psicologici non indagano le competenze più recondite legate all’intelligenza creativa, all’abilità di cogliere nell’intimo delle persone: in altre parole alla capacità di provare forti emozioni. Questi ragazzi, a compensazione della scarsa capacità logica, possiedono una sensibilità empatica originalissima che non è ascrivibile ad una misurazione razionale.</p>
<p>Ossia sono portatori di una tendenza alla condivisione degli affetti, che poi è alla base delle relazioni significative degli esseri umani caratterizzate dai legami interpersonali.  In altre parole essi hanno un qualcosa di incommensurabile che noi, figli dell’“Homo Oeconomicus” stiamo smarrendo: la capacità di “sentire dentro” ciò che l’interlocutore sta provando. Forse è venuto il momento di imparare da questi ragazzi il saper vivere in armonia con gli altri e prendersi cura dei loro bisogni. Se un giorno il nostro scetticismo verrà smentito da uno strumento che sarà in grado di misurare il peso empatico dell’essere umano, allora ci accorgeremo di aver sottovalutato e qualche volta disprezzato per presunzione le qualità umane e le potenzialità delle persone con disabilità intellettiva, specialmente quelle con la sindrome di down.</p>
<p>Una moderna corrente di pensiero che fa capo al nobel delle neuroscienze, Eric Kandel (1), confermata dall’antropologo della mente Alessandro Bertirotti in “La mente ama”, riportando indietro l’orologio della conoscenza empirica, sostiene che molte produzioni che hanno lasciato un segno tangibile sono state concepite non tanto da logiche legate al raziocinio, quanto da meccanismi che passano dalle emozioni (2). D’altronde, a supporto della ricerca, qualunque scienziato usa formule cha a loro volta sono precedute dall’intuizione, figlia delle emozioni. Questo è evidente negli artisti in genere, nei romantici, nei pittori che, secondo gli esperti stanno a testimoniare i limiti del raziocinio, e pur tuttavia sono persone che noi apprezziamo molto. Difatti, a supporto della ricerca, qualunque scienziato usa formule che a loro volta sono precedute dall’intuito!</p>
<p>Questi studiosi ci dimostrano che in generale la parte emotiva del cervello è molto più raffinata e completa di quella logico-razionale perché è stata “meravigliosamente rifinita” dall’evoluzione delle ultime centinaia di migliaia di anni: è quella che Gustav Jung chiamava “intelligenza emotiva” della nostra personalità e la collocava nell’emisfero destro del cervello, complementare all’altro emisfero che presiede l’ambito dell’”intelligenza razionale”.  Tuttavia, come ogni opinione anche questa ha il suo rovescio. È, secondo Kandel il motivo per cui ci aggrappiamo all’illusione del razionale. Difatti, “quando l’istinto sbaglia, sbaglia di brutto, e questo sbaglio ci fa sentire traditi”. Solo allora invochiamo la ragione. In altre parole, se la parte emozionale è predominante, tanto da prevalere sulla parte logica che è debole, scarsamente volitiva, quest’ultima può facilmente capitolare sotto la pressione di una tempesta emotiva. Se riflettiamo, ci accorgiamo che spesso i nostri adolescenti nelle loro insicurezze, si rivolgono a noi per essere confortati nelle decisioni dettate prevalentemente dall’istinto.</p>
<p>Ma prendendo per buono quanto sostenuto da questo neuroscienziato, possiamo concludere che quando i nostri ragazzi si rivolgono a noi per essere confortati nelle loro azioni “istintive”, non è detto che siano in errore. Alcune volte Fabio mi pone delle richieste apparentemente assurde, ma che per lui hanno un senso che sfugge al mio raziocinio. Poiché, come ho detto, è il sentimento a guidare i nostri adolescenti piuttosto che il pensiero astratto, per evitare che istinto/ragione, nella difficoltà di gestire queste facoltà, vadano in corto circuito, è necessario ed opportuno che le loro suggestioni siano filtrate alla luce della nostra logica, senza pretendere più di quanto possano dare. Per questi motivi penso che ogni genitore che segue con amore il processo evolutivo del proprio figlio, dovrebbe sforzarsi di capire che non sempre è bene frenarlo nelle proprie suggestioni, che potrebbero avere delle motivazioni fondate, ma che a noi magari sfuggono.</p>
<p>Dalla frequentazione del mondo degli adolescenti come formatore, ho imparato che anche per questi ragazzi liberare l’istinto e agevolare la spontaneità sono la via migliore per seguire il proprio talento e perché no, anche la via maestra per raggiungere la felicità. Allora, perché non imitarli? Non assecondarli? Perché forzare la loro natura? Perché pretenderne l’omologazione?</p>
<h1>          </h1>
<div>
<div>
<div>
<p>(1).  Eric Kandel, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eric_Richard_Kandel">http://it.wikipedia.org/wiki/Eric_Richard_Kandel</a></p>
<p>(2). Alessandro Bertirotti, “La mente ama – per capire ciò che siamo con gli affetti e la propria storia”,  Il Pozzo di Micene,  Firenze 2011, pp. 76-79. <cite><a href="http://www.bertirotti.com/pubblicazioni/">www.bertirotti.com/pubblicazioni/</a></cite></p>
</div>
</div>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/francoazzurro.wordpress.com/311/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/francoazzurro.wordpress.com/311/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/francoazzurro.wordpress.com/311/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/francoazzurro.wordpress.com/311/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/francoazzurro.wordpress.com/311/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/francoazzurro.wordpress.com/311/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/francoazzurro.wordpress.com/311/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/francoazzurro.wordpress.com/311/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/francoazzurro.wordpress.com/311/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/francoazzurro.wordpress.com/311/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/francoazzurro.wordpress.com/311/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/francoazzurro.wordpress.com/311/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/francoazzurro.wordpress.com/311/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/francoazzurro.wordpress.com/311/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=francoazzurro.wordpress.com&amp;blog=2002868&amp;post=311&amp;subd=francoazzurro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Impulsi ed emozioni relativi alla problematica sessuale nel ragazzo down</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 10:19:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francoazzurro</dc:creator>
				<category><![CDATA[sindrome di Down]]></category>
		<category><![CDATA[problematica sessuale nel ragazzo Down]]></category>
		<category><![CDATA[sessualità nel down]]></category>

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		<description><![CDATA[“All’inizio il mondo era il Sé sotto forma di una persona. Si guardò intorno e non vide che se stesso. Dapprima gridò: “Io sono”, e poi si spaventò; poiché ognuno è atterrito quando è solo”. UPANISHAD “La sessualità è un’occasione di crescita personale”. “È la libertà di prendere decisioni per la propria vita”. E ancora, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=francoazzurro.wordpress.com&amp;blog=2002868&amp;post=307&amp;subd=francoazzurro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a name="6853308806387286967"></a></p>
<div>“All’inizio il mondo era il Sé sotto forma di una persona.<br />
Si guardò intorno e non vide che se stesso. Dapprima gridò: “Io sono”,<br />
e poi si spaventò; poiché ognuno è atterrito quando è solo”.<br />
UPANISHAD</p>
<p>“La sessualità è un’occasione di crescita personale”.<br />
“È la libertà di prendere decisioni per la propria vita”.<br />
E ancora,<br />
“È una grande organizzatrice della vita umana” (F. Veglia).<br />
“È il motore di tutte le autonomie, di tutte le abilità latenti”(J. Baldaro Verde).<br />
“Privare un essere dell’amore, vuol dire privarlo del piacere di vivere” (A. Mannucci).<br />
“I genitori temono ogni cambiamento sia per l’autonomia sia per quella sessuale” (G. Castelli).<br />
Non v’è dubbio che in tema di sesso e di relazione sentimentale i nostri figli vivono un dramma esistenziale. A vedere la cosa dall’esterno, la gente è scettica e incredula quando nota una coppia di ragazzi disabili passeggiare per le strade. Dall’interno, la fragilità affettiva &#8211; caratteristica del ritardo mentale &#8211; determina insicurezza e bisogno di protezione e in alcuni casi di forte dipendenza. Questo bisogno è legato alla consapevolezza di non poter provvedere da soli alle proprie esigenze, e di avere a disposizione dei riferimenti concreti nei momenti di necessità. Ancor più triste è sapere che siamo noi genitori a porre dei limiti a questi giovani che manifestano il loro amore per qualcuno; come più volte ho cercato di sottolineare, il motivo principale è in una forma di ignoranza diffusa e di ancestrali preconcetti. Nel mondo contemporaneo, in cui la libertà sta travalicando i limiti elaborati dal buon senso comune, non sempre ci si rende conto che il rapporto d’amore non è solo fare sesso, ma soprattutto un progetto di vita con l’altro, incardinato in un’intesa dove il conforto, l’aiuto e il mutuo scambio di affetto e di amore si intrecciano simbioticamente.</p></div>
<div>La problematica affettivo-sessuale nei disabili è venuta alla luce molto tardi e pertanto ci coglie tutti impreparati. Se qualcosa sta cambiando, il merito va attribuito a quei disabili che sono riusciti a esprimere le loro esigenze nella globalità di persona. Anche in questo settore, fu solo negli anni settanta che si iniziò a prendere coscienza del diritto all’amore del disabile; quando cioè cominciarono a essere organizzati una serie di convegni dove veniva denunciata la condizione di emarginazione in cui versavano queste persone. Il primo incontro storico, peraltro incentrato sul versante dell’handicap motorio, incentrato sul diritto all’eros per i “minorati”, fu promosso da Rosanna Benzi e dalla sua equipe di operatori (11).</div>
<div>Perché possiamo trovare in letteratura qualcosa di specifico e avviare un discorso sul riconoscimento della sessualità nei soggetti con ritardo mentale, dobbiamo però attendere la seconda metà degli anni novanta, anni in cui cominciano a circolare nelle sale cinematografiche dei cortometraggi elaborati da alcune associazioni di famiglie volontarie. Tuttavia, sebbene nel 1999 cinque coppie down ottenessero la palma d’oro a Venezia per la miglior recitazione parlando dei loro sentimenti, del loro amore fatto di slanci, fisicità, desideri, speranze, ancora non si può dire che la loro sessualità sia riconosciuta nel corpo sociale: la tematica restava relegata nel chiuso delle associazioni o nelle tesi di laurea di qualche volenteroso(12).<br />
Da più parti si fa rilevare che la scarsa informazione in merito sia dovuta soprattutto ad un elevato pudore che coinvolge emotivamente gli stessi genitori, e di conseguenza avrebbe indotto il mondo mediatico-scientifico a disinteressarsene, condannando queste creature al ruolo grottesco di eterno bambino.</div>
<div> </div>
<div>Ma non è così perché è stato accertato che gran parte di questi soggetti, specialmente con disabilità lievi, avvertono abbastanza presto l’esigenza di avere una vita sentimentale autonoma e oggi, più di un tempo, essi rivendicano il diritto a crescere, a scrollarsi di dosso lo stereotipo che li vuole eterni Peter Pan, per raggiungere la massima autonomia possibile e diventare finalmente ‘persona’, tanto che “…qualche volta essi hanno dimostrato anche la capacità di portare avanti un rapporto amoroso con un partner” (13). A Firenze si conosce una unione matrimoniale fra due giovani down che per seguire uno dei fratelli attualmente risiedono all’estero. “Elena e Mario &#8211; mi dice la madre della ragazza &#8211; vivono una permanente luna di miele, difficilmente riscontrabile nei rapporti coniugali…”. I casi come Elena e Mario sono molto rari. L’importante è che ci sono. Dobbiamo inoltre constatare che la reticenza con cui questo delicato problema viene affrontato, subisce un forte ‘empasse’ su vaste aree del nostro territorio, per cui troviamo delle disparità abissali da provincia a provincia. Non a tutti è noto che per superare le resistenze a queste unioni, da pochi anni è intervenuta una legge di rilievo internazionale. Essa prevede di estendere la piena attuazione della Carta costituzionale anche a chi presenta delle disabilità al fine di “eliminare le discriminazioni in tutte le questioni che riguardano il matrimonio, la famiglia, la paternità e le relazioni personali, sulla base di eguaglianza con gli altri, in modo da assicurare ogni diritto in età di matrimonio, sposarsi e fondare una famiglia sulla base del consenso libero e pieno dei contraenti”(14).</div>
<div>Tornando a Fabio, quanto osservato finora (sul desiderio di unione con l’altro sesso) trova conferma in un passo dei primi anni novanta rinvenuto tra le sue carte ‘segrete’ che avevo conservato con cura. Leggo tra l’altro: “…ho impazienza di crescere perché, una volta diventato maggiorenne potrei andarmene da casa, perché così mi potrei costruire una vita da solo…, una volta trovato il lavoro io mi vorrei sposare…”.  E’ chiaro che i disabili mentali hanno bisogno di chi si esprima per loro, perché la loro limitata scaltrezza ed anche il pudore non sempre consentono di manifestare apertamente e compiutamente ai propri genitori certe esigenze, costringendoli a vivere di sogni e di fantasie. Certamente questo è dovuto a problemi organizzativi, ma soprattutto al fatto che non si è mai voluto pensare che anch’essi hanno, come tutti, gli stessi bisogni e istinti.<br />
Chi ha avuto modo di incontrare qualcuno di questi ragazzi avrà sperimentato che il loro approccio è caratterizzato da gesti dal forte significato affettivo con abbracci e baci distribuiti a piene mani, specie quando gli si mostrano delle attenzioni che, oltre ad una richiesta di protezione, principalmente sono gesti che ineriscono la sfera di cui stiamo parlando. Attrazione, innamoramento, corteggiamento, sono sensazioni che ogni essere umano sente sin da piccolo, e meritano grande attenzione. Non a caso Erich Fromm ne “L’arte di amare” dice che il bisogno di amare sorge dalla sensazione di solitudine o di separazione da qualche cosa o da qualcuno che ci attrae.</div>
<div>Se però queste manifestazioni le reprimiamo o le facciamo apparire disdicevoli, rischiamo di aggiungere frustrazione a frustrazione, rabbia e ostilità; la maniera di pensare si distorce, il potenziale creativo andrà perduto dando sfogo ad atteggiamenti passivi e talvolta autodistruttivi. O addirittura, come ci ricorda Primo Levi, produrremo un “individuo infelice e socialmente nocivo”(15). Giacché la gestione del piacere e del benessere psico-fisico è una conquista importante che coinvolge tutta la sfera emotiva del singolo, domandiamoci innanzitutto come possiamo promuovere, agevolare e gestire i loro slanci viscerali e come aiutarlo ad appropriarsi degli strumenti per realizzare una strada verso l’autonomia affettiva.<br />
Poiché questi ragazzi, in genere, non sono avari nel concedere il loro affetto, di animo nobile e capaci di emozioni profonde, diventa centrale la necessità di procedere ad elidere la dipendenza psichica e fisica dalla famiglia e dal mondo degli anziani per essere inseriti a tutto tondo nel mondo dei coetanei. Ma quando?<br />
È una domanda che ha un ruolo fondamentale sull’equilibrio finale del ragazzo e della famiglia, alla quale la letteratura in materia dà poche risposte pratiche ed esaustive. Sul versante dell’integrazione sociale, i nostri figli hanno la fortuna di vivere in un Paese tra i più avanzati al mondo &#8211; a partire dalla realtà scolastica per finire a quella del lavoro &#8211; con una legislazione che fa invidia a molti paesi occidentali, ma, ripeto, su quello affettivo-emotivo il terreno è ancora tutto da esplorare.<br />
Fortunatamente nel modo di affrontare la sessualità specialisti ed operatori all’avanguardia, ai quali compete la diffusione del sapere, ci hanno liberato dall’ignoranza presentando l’amore, l’innamoramento, il rapporto e la funzione sessuale come qualcosa di non disdicevole od osceno. Tuttavia un “sessualismo” presentato come uno strumento di cambiamento positivo delle persone e della società, come certe ideologie oggi di moda propongono, verso una “società erotica” o verso un “sesso mercificato”, diffondono disorientamento nella vita comunitaria, nell’affettività, nell’amicizia, nell’amore e nei rapporti interpersonali, familiari, sociali e spirituali.<br />
Ciononostante, non posso trattenermi dall’indignarmi ogni volta che rifletto a che punto la repressione arriva a sconvolgere e dissipare il gusto dell’Amore, a rendere buffi e vergognosi, immaturi brancolanti inesperti, come stranieri, ispidi esagitati impacciati, o repressi, ansiosi riguardo ad uno dei pochi impulsi innati e naturali che dovrebbe essere accontentato con naturalezza e magari esercitato come il mangiare e il camminare! Per questo, in una visione integrale dell’uomo, è auspicabile dare massima prevalenza al dialogo e magari, se il caso, affrontare l’argomento in comunità ad hoc.<br />
Il sesso &#8211; secondo William Kroger, noto psichiatra psicosomatico &#8211; è un mezzo che ci offre la gioia in luogo della confusione, la speranza in luogo della disperazione e della solitudine, […] questo di solito avviene col giusto partner e nel momento giusto. Affermazioni chiarissime, ma che ancora non ci offrono alcun indirizzo pratico.<br />
                                                                                            </div>
<div>                                                                    * * *</p>
<p>Perché privare ancora i nostri ragazzi di queste conoscenze?<br />
Chiarito cosa si intende per sessualità ed i suoi effetti, cerchiamo di vedere come può essere affrontato il tema in un debole mentale. Molte, troppe sono le domande che attendono risposte di ordine neurologico e psicologico prima di poter decidere sul come e quando affrontare tale questione con i nostri ragazzi. Prima di procedere ad una rapida disamina della tematica, bisogna fare un’ulteriore distinzione tra “fare sesso” e “amare qualcuno”. Nel primo caso, per il maschio, la risposta si risolve in un semplice accoppiamento per il soddisfacimento di un bisogno meramente fisiologico. In tal caso non sorge alcun problema come per qualunque essere vivente, se non quello del rischio di una malattia con una prostituta. Si potrà ottenere un puro e semplice rilassamento fisico che durerà poco ed il più delle volte non sarà gratificante.<br />
Comunque anche in questo caso la problematica resta ancora irrisolta. “E’ lecito favorire l’unione di due persone portatrici di handicap”? A che pro, con quali conseguenze e che cosa si può fare per sostenerla in questo loro bisogno affinché possano vivere quest’esperienza il più serenamente possibile ? si domandano molti psicologi e i pedagoghi moderni. La risposta è sempre la stessa: “Avviarli ad una vita comunitaria”(16).</p></div>
<div>Nell’altro caso, trattandosi di ‘unione desiderata’ tra due che si amano realmente, le cose si complicano. Poiché l’amore verso qualcuno coinvolge due personalità, se stesso e l’altro, e comprende capacità complesse come responsabilità, dedizione, comprensione, rispetto dell’altro e, nel caso della femmina percezione della disponibilità e quant’altro possa soddisfare un bisogno di protezione, di sacrificio o capacità di coinvolgimento, la domanda da porsi è questa: è pronto, ovvero è in grado un debole mentale a saper gestire queste emozioni? In altre parole, per questo soggetto qual è la sessualità sostenibile? Saprà prospettarsi e progettare un futuro “insieme” dopo essere stato tenuto a lungo sotto tutela?<br />
Pur volendolo (o volendola) assecondare con una convivenza protetta, non si sentirà, ancora una volta, una persona di serie B? Qualora accettasse di essere controllato/a, sarà in grado a sua volta di governare i “moti dell’anima” della persona amata? Come potrebbe reagire nel momento in cui si accorgesse di non essere riamato come egli o ella si era immaginato? Sarà sicuramente preso/a dalla disperazione più di chiunque altro, proprio per la difficoltà di ‘elaborare’ il sentimento del dolore. Circa la percezione del dolore, dai sondaggi emerge chiaramente per tutti gli adolescenti compresi i normodotati, una forte discrasia fra i sessi: per lei mentre il rapporto si traduceva nel piacere di essere al centro dei desideri e l’abbandono il precipitare in uno sconforto esistenziale, per lui l’aver perso l’oggetto dei suoi desideri e l’angoscia di essere lasciato solo.<br />
Poiché l’amore può manifestarsi anche in una forma distorta, di mera conquista, di possesso, ciò non per il sesso in sé, quanto per un falso atteggiamento rispetto al fatto sessuale. Essendo, come accennavo, il rapporto amoroso-sessuale un rapporto emozionale e molto personale, mi domando se un soggetto psicologicamente fragile possa essere in grado di assorbire i colpi delle delusioni.</div>
<div>In tal caso bisognerebbe manifestargli massima solidarietà, mostrandogli di essere vicino ai suoi problemi, principalmente predisponendolo a saper affrontare il ‘dolore’ facendogli capire, tra l’altro, che l’amore è anche causa di sofferenze per chiunque, anche per i più dotati. Se poi si dovesse riscontrare che, nonostante gli sforzi, il ragazzo o la ragazza non riescono a realizzare il loro sogno è necessario prospettar loro con chiarezza che vi sono altre cose che possono dare la felicità, non necessariamente l’unione con una donna o con un uomo. Ciò potrà avvenire solo se sia prefigurato un sistema di compensazione.<br />
E allora, se un trisomico non è realmente in grado di fare fronte all’altro da sé, pena uno sconvolgimento del suo già precario equilibrio emotivo, sarà bene augurarsi che mai provi cosa significhi fare all’amore?<br />
In attesa di indirizzi pratici e di una forte presa di coscienza della famiglia, penso sia opportuno tenerli impegnati in qualche attività gratificante, prima che implodano ripiegando irrimediabilmente su se stessi, così come avveniva nei secoli scorsi per le vergini di famiglie nobili che, prima di essere “contaminate”, venivano spedite in conventi per… “farsi” suore. E, per quanto possibile, si accontentino di guardare con meraviglia l&#8217;altro/a, ringraziando il Padre Celeste dell&#8217;energia che ha dato loro. Così facendo conosceranno stati di coscienza, di poesia e di grande elevazione, e l&#8217;esistenza sembrerà loro più bella e più ricca…</div>
<div>Nel frattempo per mio figlio, confortato dal suo consenso, ho pensato di contattare un’Associazione che sta sperimentando degli incontri di ‘aggregazione amicali’: un club ad hoc denominato “Stasera esco” con lo scopo di mettere in contatto ragazzi e ragazze con disabilità di diversa natura. L’idea di creare un gruppo d’incontro mirato e far vivere momenti comunitari in diversi contesti, che di volta in volta, gli stessi protagonisti decidono, è sicuramente la via migliore, ma si è rivelato un metodo poco pratico. Nonostante fossero previsti la mediazione di un professionista del settore e incontri periodici sulle emozioni a richiesta degli interessati che di volta in volta sarebbero emerse nei briefing di gruppo, per ragioni a me oscure, dopo alcuni incontri Fabio ne è uscito fuori. La stessa sorte per una ragazza che ora lavora nel ristorante dove Fabio è inserito: segno che l’argomento sessuo-affettivo non è ancora maturo, e per i ragazzi è sentito come un fattore di cui non parlare, tanto da ritenere più gratificante un impegno concreto nel sociale.</div>
<div>
C’è addirittura chi pensa di aprire delle “Agenzie matrimoniali per disabili mentali”(17). Tutti questi esperimenti se non sono supportati da una forte presa di coscienza della società, delle famiglie e degli operatori, saranno destinati al fallimento, o al più a sopravvivere come fiore all’occhiello per aver promosso qualcosa di originale. Dovremo concludere che, finché non riusciremo a superare i nostri timori ed essere in grado di offrire loro delle opportunità, i nostri figli lotteranno con poche speranze alla ricerca dell’affetto di un estraneo, in quanto istintivamente sentono che solo da esso dipenderà la possibilità di arrivare ad un più completo sviluppo della loro personalità, come realtà fondamentale della loro vita.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p><strong>14</strong>. Il 3 marzo 2009, con Legge n. 18 il Parlamento italiano ha ratificato e reso esecutiva<br />
la Convenzione delle Nazioni Unite del 13 dicembre 2006. http://www.normattiva.it/<br />
<strong>15</strong>. “La valle del Guerrino”, Einaudi 1981, pag. 205.<br />
<strong>16</strong>. G. Castelli e V. Mariani, “L’educazione sessuale delle persone disabili”, Ares, Milano 2005, pag 108.<br />
<strong>17</strong>. Reuven Feuerstein, “La disabilità non è un limite”, Libri Liberi, Firenze 2005, p 229.</p>
<p>da: <em>F.Pugliarello, &#8220;Fabio lo specchio nascosto&#8221;, CET Edizioni, Firenze 2009</em></div>
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		<title>C&#8217;è qualcosa di miracoloso nella &#8220;diversità&#8221; dei Down</title>
		<link>http://francoazzurro.wordpress.com/2011/08/12/ce-qualcosa-di-miracoloso-nella-diversita-dei-down/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Aug 2011 15:35:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francoazzurro</dc:creator>
				<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[sindrome di Down]]></category>
		<category><![CDATA[Down's syndrom]]></category>

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		<description><![CDATA[Storie di vite più che degne di Francesco Pugliarello da: L&#8217;Occidentale.it del 3.aprile.2011 Accade in molte cliniche, specialmente d’oltralpe, che se vieni diagnosticato down tu non abbia diritto a nascere. Se ti concedono di venire alla luce potrebbero impedirti di entrare nei parchi giochi, perché potrebbe farti del male salire sulla giostra: accade a Gardaland. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=francoazzurro.wordpress.com&amp;blog=2002868&amp;post=305&amp;subd=francoazzurro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<h1><a title="Vedi tutti i contributi di Francesco Pugliarello" href="http://www.loccidentale.it/autore/francesco+pugliarello">Francesco Pugliarello</a></h1>
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<p>da: L&#8217;Occidentale.it</p>
<p>del 3.aprile.2011</p>
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<p>Accade in molte cliniche, specialmente d’oltralpe, che se vieni diagnosticato down tu non abbia diritto a nascere. Se ti concedono di venire alla luce potrebbero impedirti di entrare nei parchi giochi, perché potrebbe farti del male salire sulla giostra: accade a Gardaland. Se frequenti la scuola, vieni affidato a un insegnate di sostegno che, per compiacere qualche collega zelante, ti isola dal resto della classe: accade in molti plessi scolastici del nostro territorio.</p>
<p>Tu alunno down non hai diritto di partecipare a gite di istruzione con finalità didattiche, questo succede in una scuola media di Catanzaro. Se ti fanno nascere devi vivere in un villaggio fuori dei centri abitati per non disturbare i cittadini: questo accade in Russia. Mentre in qualche ambiente musulmano il down è “venerato e rispettato come un dono di Allah”, qualche volta usato anche come shahid, in Occidente è visto come un personaggio scomodo o addirittura soppresso perché improduttivo, come accade in certe popolazioni delle Ande peruviane (1). Tutto a causa di un pregiudizio riferito ai tratti somatici che, nell’ignoranza generale, a lungo ti ha fatto considerare una sottospecie umana.</p>
<p>Come te -  genitore &#8211; sei una persona scomoda perché sei la pietra di paragone delle loro ‘certezze’: ti osservano e ti considerano uno da compatire, o addirittura da mettere da parte perché, “…chiusi nella sicurezza dell’essere normale, sono ciechi di fronte alla precarietà della vita, hanno paura di immergersi, la guardano in uno specchio che gli seleziona le immagini in modo da non esserne turbati”. È la denuncia che un giorno lanciò Giulia Basano nei confronti della società quando adottò un disabile (2).</p>
<p>E’ una situazione imbarazzante che devi affrontare creandoti un nuovo orizzonte sociale, magari più ristretto, più concreto, comunque diverso dal comune sentire. Ennio Flaiano invocava il miracolo per riuscire ad amare la sua Luisa, malata di encefalite subito dopo la nascita; Emmanuel Mounier considerava la nascita della figlia Francesca, un dono inviato dal Cielo; qualche altro si rinchiude in se stesso fino a rovinarsi l’esistenza, o addirittura scappa via, abbandona il tetto coniugale.</p>
<p>E’ evidente che ignoriamo i passi da gigante che hanno fatto questi ragazzi negli ultimi decenni. Filosofi di fama internazionale che si atteggiano a eugenisti come l’animalista Peter Singer, spacciando la mansuetudine e la tolleranza di questi ragazzi con supposte incapacità e sofferenza a vivere suggeriscono di sopprimerli prima di nascere. Ignorano che Fabio ed altri compagni come lui lavorano, sono resistenti alla fatica, praticano sport e amano realmente. Ignorano o fingono di ignorare che alcuni di essi praticano anche attività agonistiche. La 39enne Daniela di Treviso fa l’aiuto istruttore di ballo latino-americano. Il 27enne Mauro di Cagliari è campione nazionale di pattinaggio. Axel di Prato, appena diciassettenne è campione italiano di nuoto nella sua categoria.</p>
<p>Giovanni di Chieti canta in un perfetto inglese e si cimenta in balli di gruppo riscuotendo successi nei cabaret locali. Che dire della trentacinquenne umbra, Cristina Acquistapace, ordinata suora da Monsignor Maggiolini che ora affianca le missionarie in Kenia? “La sindrome di Down – spiega suor Cristina – per me non è stata né una benedizione né una maledizione, ma il modo per capire che sono portata per certe cose piuttosto che per altre, e sono pronta ad affrontare gli impegni che ho assunto”. E’ il grido di maturazione di questi ragazzi cresciuti all’ombra di internet, di televisione e di genitori responsabili: essi vogliono vivere come tutti, senza subire infingimenti.</p>
<p>Un’indagine del Censis dell’Ottobre scorso dichiarava che nella quasi totalità degli italiani (il 94,3%) le persone disabili suscitano sentimenti positivi come la solidarietà e l’ammirazione per la loro tenacia e determinazione di rendersi utili. Mentre è legittimo che il 54,6 per cento prova paura per l’eventualità di potersi trovare un giorno a dover sperimentare la disabilità nella propria famiglia. Non trovo però plausibile che per il 23,3% del campione la disabilità intellettiva susciti “paura”, da far subire in queste persone discriminazione e solitudine. Non tutti sanno che se ben accettati, al loro fianco puoi far fronte ad ogni evenienza.</p>
<p>Saranno loro a darti la forza di reagire alle avversità. È comunque un evento che ti afferra per i capelli e ti proietta in un mondo nuovo. In un mondo violento, i down sono la nuova risorsa: sono le nostre cartine di tornasole con cui  poter misurare lo spessore umano di chi ti avvicina. Nella stessa indagine si sottolinea la convinzione generalizzata (il 58% degli intervistati) che il down abbia ancora un’aspettativa di vita limitata, al massimo 40 anni, mentre in realtà oggi è cresciuta superando i 60 anni.</p>
<p>La verità è che nella nostra cultura essere sani, belli, tonici, senza grassi né cellulite sono segni di affermazione sociale, e non ci si rende conto che tutto questo può essere utile ad uno specchio, non a una società sempre più povera di verità e di calore umano: sentimenti troppe volte confusi con il culto del forte e dell’intelligente in cui il ‘diverso’, in certi contesti è condannato all’isolamento sociale. Siamo stati abituati a considerare i down persone non normali, in quanto partiamo dal presupposto che ciò che noi intendiamo essere normalità sia il metro di valutazione universale.</p>
<p>Una convinzione che costringerebbe questi ragazzi a essere e rimanere come sono, percepiti nel nostro immaginario, aspettandoci che facciano cose da down. Poiché essi hanno aspetto, comportamenti e atteggiamenti diversi da chi vive un’esistenza ‘normale’, li incaselliamo e adottiamo nei loro confronti stupide convenzioni comportamentali che non li aiuta a crescere, ma soprattutto, non aiuta noi.</p>
<p>Se invece cominciassimo a pensare che poi non è tanto diverso dai cosiddetti normodotati, che hanno problemi esistenziali come chiunque, e il grado di ritardo mentale non sempre dipende dal tipo di trisomia quanto dall’ambiente, dal clima familiare, dalle sue attività e dunque dalla qualità della sua vita, forse impareremo a conoscere meglio noi stessi. Il down è una persona che esige rispetto perché, per natura, rispetta chiunque, specie se in difficoltà come lui e contrariamente agli stereotipi che gli abbiamo cucito addosso, è capace e cosciente. Cominciamo anche a sfatare il luogo comune secondo cui sia una persona felice perché mostra disinvoltura e allegria.</p>
<p>Non sempre è così. Quando diventa adulto, si pone domande come chiunque; riflette sul suo futuro ma non sa progettarlo perché è per natura tributario di chi gli sta accanto e tale potrebbe restare con le sue ansie: non riesce a decifrarle e se è in grado, per non tubarci le camuffa. Egli saprà soltanto accettare o rifiutare quanto gli si propone, sta a noi capirlo, tenendo presente che in questa figura si condensa la fragilità e la resistenza dell’essere umano. Diventa pertanto nostro dovere sentire l’obbligo morale di ricambiare l’affetto che egli ci offre senza la pretesa di un tornaconto, perché ha bisogno di noi e non riuscirà mai a serbare rancore, nemmeno se riceverà delle contrarietà. In questo, forse solo in questo, è diverso da noi.</p>
<p><em>(1)  F. Pugliarello,  “ Lo specchio nascosto”  (testimonianze di viaggi)<br />
       CET  (Centro Editoriale Toscano),  Firenze 2009,  pp. 33-36. </em></p>
<p><em>(2) G. Basano, “Nicola, un’adozione coraggiosa”, Rosemberg &amp; Sellier, Torino 1999, p. 28</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>TMNews &#8211; Immigrati, presidente Toscana: basta dire &#8216;fuori dalle balle&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 21:11:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francoazzurro</dc:creator>
				<category><![CDATA["guerra" di Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Bossi ministro]]></category>
		<category><![CDATA[clandestini]]></category>
		<category><![CDATA[Invasione magrebini]]></category>
		<category><![CDATA[Rossi presidente Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[TMNews &#8211; Immigrati, presidente Toscana: basta dire &#8216;fuori dalle balle&#8217;. E&#8217; la solita presa di posizione da barzelletta. Vorrei vedere quale desiderio hanno i toscani vedersi in casa propria dei clandestini&#8230; &#8220;Fuori dalle balle&#8221; lo dico per prima io ed ha ragione il ministro Bossi a ripeterlo. Che si facciano identificazioni rapidissime. Nell&#8217;incertezza che si sbattano fuori dai nostri [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=francoazzurro.wordpress.com&amp;blog=2002868&amp;post=297&amp;subd=francoazzurro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tmnews.it/web/sezioni/videonews/20110330_video_19391922.shtml">TMNews &#8211; Immigrati, presidente Toscana: basta dire &#8216;fuori dalle balle&#8217;</a>.</p>
<p>E&#8217; la solita presa di posizione da barzelletta. Vorrei vedere quale desiderio hanno i toscani vedersi in casa propria dei clandestini&#8230;</p>
<p>&#8220;Fuori dalle balle&#8221; lo dico per prima io ed ha ragione il ministro Bossi a ripeterlo. Che si facciano identificazioni rapidissime. Nell&#8217;incertezza che si sbattano fuori dai nostri confini, siano rispediti a casa loro, ovviamente concordando (come ieri ha fatto Frattini) col Governo tunisino. Ovviamente i rifugiti che vengano accolti così come prevedono i trattati di Shengen.</p>
<p>Prego il Presidente Rossi di collaborare col Governo, piuttosto che  aggregarsi al carrozzone dei nazionalismi dell&#8217;UE.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/francoazzurro.wordpress.com/297/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/francoazzurro.wordpress.com/297/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/francoazzurro.wordpress.com/297/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/francoazzurro.wordpress.com/297/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/francoazzurro.wordpress.com/297/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/francoazzurro.wordpress.com/297/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/francoazzurro.wordpress.com/297/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/francoazzurro.wordpress.com/297/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/francoazzurro.wordpress.com/297/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/francoazzurro.wordpress.com/297/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/francoazzurro.wordpress.com/297/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/francoazzurro.wordpress.com/297/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/francoazzurro.wordpress.com/297/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/francoazzurro.wordpress.com/297/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=francoazzurro.wordpress.com&amp;blog=2002868&amp;post=297&amp;subd=francoazzurro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>LIBIA/ Sarokozy &amp; Co fanno i furbi&#8230;</title>
		<link>http://francoazzurro.wordpress.com/2011/03/29/libia-sarokozy-co-fanno-i-furbi/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 12:17:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francoazzurro</dc:creator>
				<category><![CDATA["guerra" di Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Gheddafi e Sarkozy]]></category>

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		<description><![CDATA[  &#8230;non solo, anche gli egoisti. Se osserviamo i giornali francesi scopriremo quanto è esasperatamente sciovinista quel Paese. Intanto l’Eliseo dovrà spiegarci perché non consente ai suoi ex connazionali di rientrare in patria. La Libia, come noto, è stata per un certo tempo colonia francese. Ovviamente ha le sue buone ragioni, ma come noi potrebbe [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=francoazzurro.wordpress.com&amp;blog=2002868&amp;post=292&amp;subd=francoazzurro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><strong>&#8230;non solo, anche gli egoisti. </strong></p>
<p>Se osserviamo i giornali francesi scopriremo quanto è esasperatamente sciovinista quel Paese. Intanto l’Eliseo dovrà spiegarci perché non consente ai suoi ex connazionali di rientrare in patria. La Libia, come noto, è stata per un certo tempo colonia francese. Ovviamente ha le sue buone ragioni, ma come noi potrebbe collaborare a indagare sulle motivazioni di questo desiderio di ingresso. Oggi in Francia vivono ben 600.000 libici, (gran parte con doppia nazionalità) da far essere la nazione col più altro tasso di magrebini e libici tra i Paesi dell&#8217;U.E.</p>
<p>In questo momento centinaia di cittadini libici (profughi o clandestini) sono respinti senza troppi complimenti dalla &#8220;gendarmerie&#8221; di frontiera di Ventimiglia desiderosi di ricongiungersi con parenti e amici nella “patria” dei loro nonni. Ci manca solo che la Francia si comporti come la Spagna a Ceuta e a Melilla (fucilarli). Sarkozy, per la sua bella faccia “elettorale” non solo se n&#8217;è fregato dell&#8217;ONU quando l&#8217;altro giorno ha attaccato precipitosamente la Libia, oggi, al carro dei lepeniani e della perfida Albione, mostra i muscoli per dimostrare ai suoi concittadini che lui l&#8217;oriundo &#8211; immigrato ungherese  -, quello dell’ex impero coloniale del nord Africa, è il vero francese&#8230; Ma gli arabi non sono stupidi, ricordano il trattamento che Sarko sta loro riservando, difatti la dichiarazione del leader del Cnt libico(Consiglio Nazionale di Transizione), <strong>Mustafà Abdel Jalil, è quanto mai eloquente:</strong><strong> </strong> “…rappresenterà il totale <strong>fallimento delle reali intenzioni del governo Francese”.</strong><strong></strong></p>
<p>E noi italiani che facciamo? Mentre la Francia fa rispettare ciecamente il trattato di Shengen, noi ci trastulliamo sul come dove e quando sistemare questi disgraziati. Noi che abbiamo sofferto la migrazione ci facciamo troppi scrupoli con chi, approfittando degli egoismi nazionalistici scappa dal proprio Paese: nè in Eritrea, nè in Somalia, nè in Tunisia c&#8217;è guerra o pena di morte! E&#8217; vero bisogna scoprire la loro provenienza, concordare il riassorbimento con lo stato di provenienza di ciascuno di essi, o accoglierli come rifugiati ecc. Ci vuole tempo, ma nel intanto nessuno dei 27 ci da una mano. Questa è la federazione Europea? Staremo a vedere cosa decideranno  i “quaranta ladroni” prima che noi ci sveglieremo esasperati e rigetteremo questa bulra che si chiama Unione Europea&#8230;!</p>
<p>Francesco Pugliarello</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/francoazzurro.wordpress.com/292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/francoazzurro.wordpress.com/292/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/francoazzurro.wordpress.com/292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/francoazzurro.wordpress.com/292/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/francoazzurro.wordpress.com/292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/francoazzurro.wordpress.com/292/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/francoazzurro.wordpress.com/292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/francoazzurro.wordpress.com/292/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/francoazzurro.wordpress.com/292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/francoazzurro.wordpress.com/292/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/francoazzurro.wordpress.com/292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/francoazzurro.wordpress.com/292/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/francoazzurro.wordpress.com/292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/francoazzurro.wordpress.com/292/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=francoazzurro.wordpress.com&amp;blog=2002868&amp;post=292&amp;subd=francoazzurro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>E&#8217; LA FINE DI UN SOGNO ?</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 20:25:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francoazzurro</dc:creator>
				<category><![CDATA[benedetto XVI]]></category>
		<category><![CDATA[Gagliardi]]></category>
		<category><![CDATA[Mastella]]></category>
		<category><![CDATA[Mussi ecc.]]></category>

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		<description><![CDATA[       L’arroganza e la presunzione non pagano. Ora al voto subito: lo chiedono a gran voce 40 milioni di italiani (l’ottanta per cento degli aventi diritto). Inseguìto da più di mezzo secolo, in questi giorni di freddo invernale un sogno è crollato. Mai s’era visto andare in diretta il disfacimento di una coalizione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=francoazzurro.wordpress.com&amp;blog=2002868&amp;post=34&amp;subd=francoazzurro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="MsoNormalTable" style="width:100%;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
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<td style="background-color:transparent;border:#e0dfe3;padding:2.25pt;" valign="top"><span style="font-size:11pt;color:black;"><a href="http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=topics&amp;viewcat=comunismo"></a></span><span style="font-family:Times New Roman;"> </span><span style="font-size:11pt;color:black;"><a href="http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=topics&amp;viewcat=comunismo"></a></span><span style="font-size:11pt;color:black;"><span style="font-family:Times New Roman;">L’arroganza e la presunzione non pagano. </span></span><span style="font-size:11pt;color:black;"><span style="font-family:Times New Roman;">Ora al voto subito: lo chiedono a gran voce 40 milioni di italiani (l’ottanta per cento degli aventi diritto). </span></span><span style="font-size:11pt;color:black;"><span style="font-family:Times New Roman;">Inseguìto da più di mezzo secolo, in questi giorni di freddo invernale un sogno è crollato. Mai s’era visto andare in diretta il disfacimento di una coalizione che pretendeva di governare un già difficile Paese come il nostro. </span></span><span style="font-size:11pt;color:black;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong>Il re è nudo, e questo re del gioco delle tre carte ha mostrato al mondo il peggio della politica che nessun Paese dovrebbe imitare.</strong></span></span><span style="font-size:11pt;color:black;"><span style="font-family:Times New Roman;">I  più amareggiati della compagine governativa sono senza dubbio il ministro dell&#8217;Universita&#8217; Mussi e la Rina Gagliardi. Il primo davanti a sé vede avanzare lo spettro del disfacimento di un ideale perseguito fin dalle piazze sessantottine, come quasi tutti quelli che fino a ieri hanno occupato i più alti scranni della nostra Repubblica. Lo abbiamo sentito a La Sapienza difendere con enfasi grottesca Papa Ratzinger, impedito di metter piede in quell’ateneo dai suoi stessi compagni di cordata; critico con il Partito Democratico selezionato da Veltroni, reo di  aver costituito  una forza destabilizzatrice dell’intera sinistra italiana, quando, profeticamente, ha dichiarato la morte della sinistra: “…<em>in appena tre mesi dalle primarie il governo e&#8217; sull&#8217;orlo di una crisi, i Ds non ci sono piu&#8217;, con l’avvento del Pd non c&#8217;e&#8217; piu&#8217; l&#8217;Unione, non c&#8217;e&#8217; piu&#8217; il centrosinistra</em>…”. (AGI 24.1.200). La seconda invece si è lasciata coinvolgere dalla passione con un discorso alla Camera a dir poco patetico.La delusione di Mussi e di altri suoi compagni potrei farla mia, pur essendo da sempre contrario all’ideologia comunista. La stessa compassione che suscita Mastella quando lamenta di essere il capro espiatorio di faide interne alla sua stessa coalizione legata ad una ben individuata fazione della magistratura. Fanno tenerezza questi potenti, spesso patetici (per chi ha assistito in diretta la fiducia), non foss’altro per il rispetto che si deve al principio della democrazia nella quale l’opposizione è comunque la linfa della democrazia. Tuttavia se con la memoria vado a considerare quali e quanti veleni nell’arco della loro breve storia hanno disseminato, attaccandosi ad  una ideologia contraria alle coscienze delle comunità locali, anche alla luce di qualche beneficio, il bilancio politico-sociale è disastroso.Diceva bene don Lorenzo Milani, quando colloquiando con il Mazzerelli poco prima della sua scomparsa che “<em>il comunismo dove è al potere lenisce qualche miseria, ma ne fa nascere altre riuscendo ad imporre che, di questi fallimenti, solo pochi ne parlino…” “…ma non andrà lontano</em>” (Il riscatto Dehoniane, Na, 1980). Forse la profezia si è avverata, solo che si sta avverando mettendo in ridicolo il nostro Paese agli occhi del mondo dovuto alla testardaggine di un personaggio come Prodi che passerà alla storia per la sua pervicacia luciferina. Ma la sentenza di morte era da tempo annunciata e pochi ne avevano fatto menzione. Proviene da un laico, Pietro Calamandrei, laddove lucidamente preconizzava: “<em>Quando i voti si danno non più per fedeltà alle proprie opinioni, ma per calcoli di corridoio in contrasto con la propria coscienza, il sistema parlamentare degenera in parlamentarismo e la democrazia è in pericolo</em>&#8221; ( Il Ponte 1947).  L’argine a questo ”pericolo”, ironia della sorte, ora è tutto nelle mani di un capo di Stato comunista, pentito di aver approvato l’invasione di Praga da parte delle truppe sovietiche.</p>
<p>Qualcuno direbbe che questo è l’ultimo canto del cigno, io invece penso sia la logica conseguenza di una ideologia perversa che con la propaganda ha illuso generazioni di uomini: dovunque essa si è presentata ha provocato danni.<br />
A vent’anni dalla dissoluzione della struttura statale dell’Unione sovietica, seguita al crollo del muro di Berlino, da noi si erano arroccati nelle leve del potere come gli ultimi mohicani a difendere un pauperismo collaterale ad un islamismo di stampo medievale, assumendo a capo dei loro desiderata un maniaco del potere, tentando pervicacemente ed ossessivamente di rifondare, con tutta la supponenza di cui sono portatori, quello che essi considerano il paradiso in terra. Più che Mastella e Dini, sui quali ora infieriscono dopo averli blanditi prima della &#8220;caduta&#8221;, è stata la vendetta della Storia che, peraltro, li aveva gia condannati alla disfatta.</p>
<p><strong><em>Francesco Pugliarello</em></strong></p>
<p></span></span></td>
</tr>
<tr>
<td style="background-color:transparent;border:#e0dfe3;padding:2.25pt;"><span style="font-size:11pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="font-size:11pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/francoazzurro.wordpress.com/34/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/francoazzurro.wordpress.com/34/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/francoazzurro.wordpress.com/34/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/francoazzurro.wordpress.com/34/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/francoazzurro.wordpress.com/34/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/francoazzurro.wordpress.com/34/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/francoazzurro.wordpress.com/34/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/francoazzurro.wordpress.com/34/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/francoazzurro.wordpress.com/34/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/francoazzurro.wordpress.com/34/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/francoazzurro.wordpress.com/34/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/francoazzurro.wordpress.com/34/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/francoazzurro.wordpress.com/34/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/francoazzurro.wordpress.com/34/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=francoazzurro.wordpress.com&amp;blog=2002868&amp;post=34&amp;subd=francoazzurro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La &#8220;guerra&#8221; a Gheddafi è un&#8217;operazione francese</title>
		<link>http://francoazzurro.wordpress.com/2011/03/28/la-guerra-a-gheddafi-e-unoperazione-francese/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 20:19:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francoazzurro</dc:creator>
				<category><![CDATA["guerra" di Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Gheddafi]]></category>
		<category><![CDATA[Gheddafi e Sarkozy]]></category>

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		<description><![CDATA[La causa della crisi libica va ascritta agli egoismi degli Stati e va vista sotto l'ottica del goverso francese ed il suo mai sopito desiderio di incontro col mondo musulmano (da quando si affaccia sulle coste egiziane fine secolo XVIII) per questione di egemonia-commerciale; mentre USA e GB accettano di intervenire per questione di equilibri nello scacchiere mediorientale.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=francoazzurro.wordpress.com&amp;blog=2002868&amp;post=285&amp;subd=francoazzurro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Pur propendendo per l’analisi di Piero La Porta: <a href="http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&amp;acces">http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&amp;acces</a>,                               mi convince di più quella di Carlo Pelanda <a href="http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2011/3/21/LIBIA-1-Pelanda-ecco-il-vero-progetto-della-Francia-che-danneggia-l-Italia/160346/">http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2011/3/21/LIBIA-1-Pelanda-ecco-il-vero-progetto-della-Francia-che-danneggia-l-Italia/160346/</a> </div>
<div>per i seguenti motivi:</p>
<p>1°) Perché dietro la regìa di tutta la disinformazione sul conflitto c’è al Jazeera, interessata a creare caos per coprire la Fratellanza musulmana, guidata da al-Qaradawi (questo anziano signore una volata la settimana tiene i suoi sermoni in questo network internazionale contro l’Occidente e ugualmente contro Gheddafi, notoriamente schierato contro i Fratelli Musulmani);</p>
<p>2°) Perché il disegno francese ha una storia di lunga preparazione, più volte citata dalla nostra Oriana Fallaci e che si riferisce all’approvvigionamento energetico (il petrolio libico è il migliore che esiste sulla piazza). Riprendo pari pari quanto ebbi ad affermare su l’Occidentale.it in data 9 giugno 2008, dal titolo “Sull’immigrazione il Governo è sulla strada giusta” vorrei dimostrare la validità del mio assunto:</p>
<p>”E’ pur vero che buona parte del sovrapprezzo del greggio dipende dai Paesi energivori come la Cina e l’India ed anche dalla prospettiva dell&#8217;esaurimento dell&#8217;energia estrattiva, tuttavia ci sfugge che la radice di questo bubbone affonda nelle politiche miopi e lassiste del trentennio trascorso. …il Governo  non avrà dimenticato che siamo caduti in un tranello, studiato a tavolino dal cartello dei Paesi produttori di petrolio, che prende le mosse al tempo della costituzione dello Stato di Israele e si radica nella grande crisi energetica dell’inverno 1973. E&#8217; come se l&#8217;Occidente, incapace di perseguire gli interessi comuni, avesse abdicato al potere del cuore e della ragione con la controversa “questione islamica&#8221;.</p>
<p>“<em>Il retroscena del ricatto subito da parte dei paesi produttori di petrolio, ce lo ricorda Bat Ye&#8217;or (Giselle Littman), nel suo “Eurabia” &#8211; come l&#8217;Europa è diventata anticristica, antioccidentale, antiamericana, antisemita &#8211; testo che ha ispirato la nostra Oriana Fallaci. Questa signora egiziana, di nazionalità inglese, ha utilizzato il termine Eurabia da un preciso progetto politico promosso dalla omonima rivista fondata a Parigi nel 1975 a seguito della guerra del Kippur. L&#8217;ideatore del “Piano Eurabia” è Lucien Bitterlin, noto militante “pro-arabe”, presidente dell&#8217;Associazione per la solidarietà franco-araba, esecutore e finanziatore del Comitato Europeo di Coordinamento delle Associazioni per l&#8217;amicizia con il Mondo Arabo, un’organizzazione forse ancora attiva presso l’attuale Unione Europea.</em></div>
<div><em><br />
“Mentre infuriava l’aggressione araba impegnata ad estendere il nazionalsocialismo nasseriano sulla neo-democrazia israeliana, i rappresentanti dell&#8217;OPEC riuniti a Kuwait City, per punire l’Occidente per la sua politica filo-israeliana, che moralmente stava sostenendo lo Stato ebraico, decidono di utilizzare il petrolio come arma di pressione. Imposero l&#8217;embargo riducendo le forniture al lumicino quadruplicandone il prezzo fino a provocare una crisi energetica senza precedenti. In tal modo accelerarono il progetto integrazionista parigino: un ricatto inaudito in cui, per la prima volta, un paese vincitore soccombe alla coercizione dei vinti. Ad un mese da quell&#8217;intollerabile gesto, Georges Pompidou e Willy Brandt ritennero che fosse necessario ed utile promuovere una solida amicizia con quei Paesi, proponendo “petrolio in cambio di braccia da lavoro” (leggi immigrazione musulmana): una ghiotta occasione per estendere il califfato sul territorio europeo. A quest&#8217;incontro ne seguirono altri con i rappresentanti della Lega Araba a Copenhagen, a Bonn, a Parigi, a Damasco, a Rabat: tutte manovre tese a sancire la “svendita” dell&#8217;Europa al Cartello musulmano ed ampiamente documentate nella rivista Eurabia.</p>
<p>Secondo la Bat Ye&#8217;or: “Il fine era quello di creare una identità culturale mediterranea pan-euroaraba che permettesse la libera circolazione di persone e merci e determinasse in modo pesante le politiche migratorie nella Comunità Europea”. Sennonché il risultato della politica dell’UE degli ultimi decenni, il cui progetto originario era “<strong>l’idea di garantire la pace in Europa, è stato invece rimpiazzato dall’altro progetto di ispirazione francese di unire l’Europa ed il mondo arabo in un unico blocco economico, politico, culturale e strategico contro Israele e gli USA</strong>” [atti del convegno 14 giugno 2007 presso la Biblioteca del Senato della Repubblica promosso da Marcello Pera]. Non a caso il cartello dei Paesi del Golfo stanno ammassando nei nostri forzieri bancari buona parte degli ingenti profitti petroliferi per poi apprestarsi ad acquistare pezzi di banche e di industrie al miglior prezzo, dopo aver strozzato la nostra economia”. Dunque l’America e la G.B. c’entrano relativamentee per altre ragioni strategiche dell&#8217;area… ma non possiamo affermare che Sarkozy sia il terzo incomodo avendo, oggi, anche degli interessi di consenso interno</em>.</p>
<p>Francesco Pugliarello</p></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/francoazzurro.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/francoazzurro.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/francoazzurro.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/francoazzurro.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/francoazzurro.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/francoazzurro.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/francoazzurro.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/francoazzurro.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/francoazzurro.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/francoazzurro.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/francoazzurro.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/francoazzurro.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/francoazzurro.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/francoazzurro.wordpress.com/285/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=francoazzurro.wordpress.com&amp;blog=2002868&amp;post=285&amp;subd=francoazzurro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>I musulaman pronti ad ISLAMIZZARE LA DANIMARCA</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 19:42:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francoazzurro</dc:creator>
				<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[islam danese]]></category>
		<category><![CDATA[partito islamico danese]]></category>

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		<description><![CDATA[      ISLAM: ambizioni di un partito musulmano in Danimarca(corrispoondenzaromana.it) Il DAMP, il Partito Musulmano Danese, non cela le sue ambizioni: &#8220;islamizzare la Danimarca&#8221;. 28/6/2008 Afferma che circa 700.000 musulmani, su poco meno di cinque milioni e mezzo di abitanti(pari al 13,5%), risiedono già in Danimarca e di conseguenza sognano di avere una forte [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=francoazzurro.wordpress.com&amp;blog=2002868&amp;post=94&amp;subd=francoazzurro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="3" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td class="fullnewstitle"> </td>
</tr>
<tr>
<td class="newstextsmall"> </td>
</tr>
<tr>
<td> </td>
</tr>
<tr>
<td class="newstextnormal" valign="top"><a href="http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=topics&amp;viewcat=islamword"><img src="http://www.lisistrata.com/tgfhydrdeswqenhgty/images/topics/islamword.gif" border="0" alt="L'islam nel mondo" vspace="5" align="right" /></a>ISLAM: ambizioni di un partito musulmano in Danimarca(corrispoondenzaromana.it)</p>
<p>Il DAMP, il Partito Musulmano Danese, non cela le sue ambizioni: &#8220;islamizzare la Danimarca&#8221;. 28/6/2008<br />
Afferma che circa 700.000 musulmani, su poco meno di cinque milioni e mezzo di abitanti(pari al 13,5%), risiedono già in Danimarca e di conseguenza sognano di avere una forte rappresentanza musulmana al Parlamento danese considerando che, se tutti i musulmani votassero per un candidato musulmano, potrebbero avere qualche decina di parlamentari.</p>
<p>In base ad un calcolo demografico, il DAMP sostiene che entro il 2020 i musulmani costituiranno la maggioranza in Danimarca.</p>
<p>Allo stesso modo, il partito conta molto sull&#8217;entrata della Turchia nella Unione Europea, in quanto ritiene che sarà l&#8217;occasione per far giungere molti nuovi immigrati musulmani che andrebbero ad accentuare ulteriormente il fenomeno demografico in corso.</p>
<p>Il primo punto del DAMP consiste nell&#8217;inviare un gran numero possibile di deputati musulmani al Parlamento «a prescindere dalle loro idee, dal loro credo religioso o dalle loro opinioni politiche».</p>
<p>Potrebbero anche, avendo 60 rappresentanti in Parlamento, vale a dire 1/3 dei deputati, entrare a far parte del governo. Per il DAMP «il cattivo trattamento degli immigrati causerà in futuro sommosse e gravi problemi» proprio perché la parte musulmana della popolazione non è rappresentata. Il DAMP predica il divieto della droga e la libertà religiosa. (C.R.)</p>
<p><a href="http://www.icn-news.com/?do=news&amp;id=3959" target="_blank"><span style="font-size:x-small;color:#8f1017;">http://www.icn-news.com/?do=news&amp;id=3959</span></a></p>
<p>Quello che più sconvolge di questa proposta è la pubblica minaccia: &#8220;<em>il cattivo trattamento degli immigrati causerà in futuro sommosse e gravi problemi</em>&#8220;. E&#8217; un chiaro messaggio lanciato a tutti i musulmani presenti nel nostro Continente. Considerato il comportamento arrogante di certuni, probabilmente è LA PAROLA D&#8217;ORDINE CHE QUESTI DELINQUENTI FANNO CIRCOLARE (per il momento in sordina) NEL CHIUSO DI CERTE NOSTRE MOSCHEE.</p>
<p>Proprio come le sommosse avvenute nelle banlieu francesi che convinsero Sarkozy (allora ministro degli interni) ad assumere la consulenza della Rachid Dati, oggi ministro della giustizia.<br />
Ora capisco cosa intendeva il nostro ministro Ferrero quando a febbraio di quest&#8217;anno in una sede della CGIL di Milano incitava gli extracomunitari alla &#8220;rivolta&#8221; contro i Consolati perchè ritardavano le pratiche di ricongiungimento familiare. E capisco anche (come il popolo italiano ha capito) perchè  la sinistra critica il governo sui decreti sicurezza,&#8230;!</td>
</tr>
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<td> <em><strong>Francesco Pugliarello</strong></em></td>
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			<media:title type="html">L'islam nel mondo</media:title>
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		<title>Il down, un mondo ancora poco esplorato</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 14:35:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francoazzurro</dc:creator>
				<category><![CDATA[handicap intellettivo]]></category>
		<category><![CDATA[Down's syndrom]]></category>
		<category><![CDATA[sindrome di Down]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dov’è la sua diversità?</strong></p>
<p>       Accade in molte cliniche, specialmente d’oltralpe, che se vieni diagnosticato down tu non hai diritto a nascere. Se ti concedono di venire alla luce potrebbero impedirti di entrare nei parchi giochi, perché potrebbe farti del male salire sulla giostra: accade a Gardaland. Se frequenti la scuola, vieni affidato a un insegnate di sostegno che, per compiacere qualche collega zelante, ti isola dal resto della classe: accade in molti plessi scolastici del nostro territorio. Tu alunno down non hai diritto di partecipare a gite di istruzione con finalità didattiche, questo succede in una scuola media di Catanzaro. Se ti fanno nascere devi vivere in un villaggio fuori dei centri abitati per non disturbare i cittadini: questo accade in Russia. Mentre in qualche ambiente musulmano il down è “venerato e rispettato come un dono di Allah”, qualche volta usato anche come shahid, in Occidente è visto come un personaggio scomodo o addirittura soppresso perché improduttivo, come accade in certe popolazioni delle Ande peruviane (1). Tutto a causa di un pregiudizio riferito ai tratti somatici che, nell’ignoranza generale, a lungo ti ha considerato una sottospecie umana.</p>
<p>       Come te, tu genitore, sei una persona scomoda, perché sei la pietra di paragone delle loro ‘certezze’: ti osservano e ti considerano uno da compatire, o addirittura da mettere da parte perché, “…<em>chiusi nella sicurezza dell’essere normale, sono ciechi di fronte alla precarietà della vita, hanno paura di immergersi, la guardano in uno specchio che gli seleziona le immagini in modo da non esserne turbati</em>”. È la denuncia che un giorno lanciò Giulia Basano nei confronti della società quando adottò un disabile (2) E’ una situazione imbarazzante che devi affrontare creandoti un nuovo orizzonte sociale, magari più ristretto, più concreto, comunque diverso dal comune sentire. Ennio Flaiano invocava il miracolo per riuscire ad amare la sua Luisa, malata di encefalite subito dopo la nascita; Emmanuel Mounier considerava la nascita della figlia Francesca, un dono inviato dal Cielo; qualche altro si rinchiude in se stesso fino a rovinarsi l’esistenza, o addirittura scappa via, abbandona il tetto coniugale.</p>
<p>       E’ evidente che ignoriamo i passi da gigante che hanno fatto questi ragazzi negli ultimi decenni. Filosofi di fama internazionale che si atteggiano a eugenisti come l’animalista Peter Singer, spacciando la mansuetudine e la tolleranza di questi ragazzi con supposte incapacità e sofferenza a vivere suggeriscono di sopprimerli prima di nascere. Ignorano che Fabio ed altri compagni come lui lavorano, sono resistenti alla fatica, praticano sport e amano realmente. Ignorano o fingono di ignorare che alcuni di essi praticano anche attività agonistiche. La 39enne Daniela di Treviso fa l’aiuto istruttore di ballo latino-americano. Il 27enne Mauro di Cagliari è campione nazionale di pattinaggio. Axel di Prato, appena diciassettenne è campione italiano di nuoto nella sua categoria. Giovanni di Chieti canta in un perfetto inglese e si cimenta in balli di gruppo riscuotendo successi nei cabaret locali. Che dire della trentacinquenne umbra, Cristina Acquistapace, ordinata suora da Monsignor Maggiolini che ora affianca le missionarie in Kenia? “<em>La sindrome di Down</em> – spiega suor Cristina – <em>per me non è stata né una benedizione né una maledizione, ma il modo per capire che sono portata per certe cose piuttosto che per altre, e sono pronta ad affrontare gli impegni che ho assunto”.</em> E’ il grido di maturazione di questi ragazzi cresciuti all’ombra di internet, di televisione e di genitori responsabili: essi vogliono vivere come tutti, senza subire infingimenti</p>
<p>      Un’indagine del CENSIS dell’ottobre scorso dichiarava che nella quasi totalità degli italiani (il 94,3%) le persone disabili suscitano sentimenti positivi come la solidarietà e l’ammirazione per la loro tenacia e determinazione di rendersi utili. Mentre è legittimo che il 54,6 per cento prova paura per l’eventualità di potersi trovare un giorno a dover sperimentare la disabilità nella propria famiglia. Non trovo però plausibile che per il 23,3% del campione la disabilità intellettiva susciti “paura”, da far subire in queste persone discriminazione e solitudine. Non tutti sanno che se ben accettati, al loro fianco puoi far fronte ad ogni evenienza. Saranno loro a darti la forza di reagire alle avversità. È comunque un evento che ti afferra per i capelli e ti proietta in un mondo nuovo. In un mondo violento, i down sono la nuova risorsa: sono le nostre cartine di tornasole con cui  puoi misurare lo spessore umano di chi ti avvicina. Nella stessa indagine si sottolinea la convinzione generalizzata (il 58% degli intervistati) che il down abbia ancora un’aspettativa di vita limitata, al massimo 40 anni, mentre in realtà oggi è cresciuta superando i 60 anni.  </p>
<p>      La verità è che nella nostra cultura essere sani, belli, tonici, senza grassi né cellulite sono segni di affermazione sociale, e non ci si rende conto che tutto questo può essere utile ad uno specchio, non a una società sempre più povera di verità e di calore umano: sentimenti troppe volte confusi con il culto del forte e dell’intelligente in cui il ‘diverso’, in certi contesti è condannato all’isolamento sociale. Siamo stati abituati a considerare i down persone non normali, in quanto partiamo dal presupposto che ciò che noi intendiamo essere normalità sia il metro di valutazione universale. Una convinzione che costringerebbe questi ragazzi ad essere e rimanere come sono percepiti nel nostro immaginario, aspettandoci che facciano cose da down. Poiché essi hanno aspetto, comportamenti e atteggiamenti diversi da chi vive un’esistenza ‘normale’, li incaselliamo e adottiamo nei loro confronti stupide convenzioni comportamentali che non li aiuta a crescere, ma soprattutto, non aiuta noi.   </p>
<p>      Se invece cominciassimo a pensare che poi non è tanto diverso dai cosiddetti normodotati, che ha problemi esistenziali come chiunque, e il grado di ritardo mentale non sempre dipende dal tipo di trisomia quanto dall’ambiente, dal clima familiare, dalle sue attività e dunque dalla qualità della sua vita, forse impareremo a conoscere meglio noi stessi. Egli è una persona che esige rispetto perché, per natura, rispetta chiunque, specie se in difficoltà come lui e, contrariamente agli stereotipi che gli abbiamo cucito addosso, è capace e cosciente. Cominciamo anche a sfatare il luogo comune secondo cui egli sia una persona felice perché mostra disinvoltura e allegria. Non sempre è così. Quando diventa adulto, si pone domande come chiunque; riflette sul suo futuro ma non sa progettarlo perché è per natura tributario di chi gli sta accanto e tale potrebbe restare con le sue ansie: non riesce a decifrarle e se è in grado, per non tubarci le camuffa. Egli saprà soltanto accettare o rifiutare quanto gli si propone, sta a noi capirlo, tenendo presente che in questa figura si condensa la fragilità e la resistenza dell’essere umano. Diventa pertanto nostro dovere sentire l’obbligo morale di ricambiare l’affetto che egli ci offre senza la pretesa di un tornaconto, perché ha bisogno di noi e non riuscirà mai a serbare rancore, nemmeno se riceverà delle contrarietà. In questo, forse solo in questo, è diverso da noi. </p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p> (1)  F. Pugliarello,  “Fabio, lo specchio nascosto dentro di noi”  Un approccio alle dinamiche emotive di una persona down,   Centro Editoriale Toscano,  Firenze 2009, pp. 33-36.</p>
<p> (2) G. Basano, “Nicola, un’adozione coraggiosa”, Rosemberg &amp; Sellier, Torino 1999, p. 28</p>
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		<title>La Nazione &#8211; Firenze &#8211; La diatriba infinita: le dichiarazioni dei consiglieri sulla moschea</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 08:21:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francoazzurro</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lanazione.it/firenze/cronaca/2011/03/08/470755-allo_stensen.shtml">La Nazione &#8211; Firenze &#8211; La diatriba infinita: le dichiarazioni dei consiglieri sulla moschea</a>.</p>
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