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La Toscana in mano all’UCOII ?!

dicembre 13, 2007

                                 Se le parole hanno un senso

C’era da espettarselo…!

La m***a covava da tempo, ma non ancora era emersa in tutto il suo putrido fetore, finchè un padre ed una madre un giorno, per “ripulire” la mortificazione subìta in classe dal figlioletto da parte di un’insegnate arrogante, non la espongono in piazza.
Preferisco raccontare gli eventi di cronaca nella loro crudità lasciando a voi, amici che seguite questo blog, il giudizio su quanto in brevissimo tempo questa mefitica giunta di sinistra ha fatto precipitare nel baratro della vergogna nazionale una Regione che fu la culla della cività e del rinascimento nel mondo occidentale, in balia di una politica arrogante e superciliosa.

Antefatto: l’altro giorno come qualcuno saprà, si è tenuto al Mandela Forun forentino un Meeting dal titolo “La Libertà religiosa” al quale hanno partecipato migliaia di ragazzi, bambini ed insegnanti di tutte le scuole di ordine e grado con dibattiti diversi compresi il vescovo, il rabbino e l’imam. In quell’occasione è stato distribuita una corposa pubblicazione di oltre seimila copie (a nostre spese, 40.000 Euro) a tutti i presenti.
Giusto per capire quale aria tirava in quella manifestazione, l’assessore “al perdono e alla riconciliazione” (questa è la esatta dizione!), Massimo Toschi, sposa subito le accuse che sono piovute dalla Turchia sulla squadra dell’Inter per quella maglia con la croce rossa in campo bianco, copia della originale al tempo della fondazione della squadra 1908 (ispirata al simbolo di Milano) reputata troppo simile a quella dei tempi dei crociati.
Il predetto al cospetto di migliaia di astanti fa risuonare le seguenti frasi: “sarebbe stato meglio, in tempi come questi, evitare delle provocazioni!”.
A giustificare, camuffando contorcimenti dialettici, in quel contesto pronta la voce di Martini (presidente della regione Toscana, presente per l’occasione): “la libertà religiosa è una delle libertà fondamentali, uno dei basilari diritti dell’uomo moderno, quindi dobbiamo fare il possibile di instaurare un DIA-LO-GO per aprire una breccia in tutte le società, anche le più chiuse”.

Ma la pantomima non finisce qua.
In quella pubblicazione il sociologo dell’Università di Siena, Fabio Berti, si cimenta, tra l’altro, a dimostrare che sulla contestata vicenda della moschea di Colle Valdelsa non bisogna essere contrari ma guardare alla sua positività “…in quanto, chi è contrario è colpevole delle false rappresentazioni della realtà, di ostinazioni, di interessi, di non voler capire nel tentativo di trarre vantaggi politici”. “…il diniego alla sua costruzione è stato strumentalizzato da giornalisti e da politici per trarre un proprio tornaconto”.
Non è finita. (scusate la lunghezza)
Si legge inoltre in questo bestiario di nefandezze contro le nostre tradizioni e la nostra cultura di uomini liberi, che “l’esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche, in nome della “neutralità” di un luogo pubblico, non andrebbe esposto”. In questo dossier per le scuole secondarie,(magari i bimbi non sapessero ancora interpretare il pensiero dell’autore), figura un eloquente messaggio iconografico: su dieci foto, quattro rappresentano donne velate, su una delle quali c’è la seguente scritta: “la libertà religiosa come diritto”.
Indovinate cari amici chi è stato invitato a parlare di libertà religiosa? l’imam di Firenze, attuale portavoce nazionale dell’UCOII, Elzir Izzedim che da grande dissimulatore ha la foia, la faccia di bronzo, di criticare alcuni Paesi islamici perché dice: “…sono lontani dal Corano, in quanto in esso si parla di libertà religiosa!”.

E’ quanto basta per scatenare l’euforia di qualche ivasata tanto che stamane 12/07/2007 appare in prima pagina su “Il Giornale” e su “La Nazione” una lettera di un genitore indignato per aver saputo che al proprio figlio, l’insegnate di disegno della scuola elementare Villani, dopo che aveva programmato per queste feste natalizie di addobbare con disegni le pareti della classe, ha impedito ad un alunno, mentre disegnava, di raffigurare il Bambin Gesù.
Alle richieste della mamma di ottenere spiegazioni per quel gesto di diniego che aveva “amareggiato” il figlioletto di 9 anni, ha risposto che
sarebbe una scemenza voler rappresentare la nascita di Gesù Cristo ed associarla al Natale perché in tal modo rischierebbe di offendere il sentimento religioso di chi non è cristiano!” (sic),(conferma ricevuta dalla stessa contattata telefonicamente).
Alla richiesta di conoscere a quale norma facesse riferimento, “l’insegnante mi ha girato le spalle e se n’è andata senza neppure salutarmi”.
Nello specifico il direttore didattico, come minimo, dovrebbe affrontare questa dipendente arrogante, censurarla per il comportamento ignobile verso una mamma e obbligarla ad una pubblica scusa. Staremo avedere.
Dal canto suo il direttore didattico, Marco Panti, (che conosco personalmente per essere stato insegnate di mio figlio), ci informa che emanerà una circolare che presepi ed altre manifestazioni natalizie nelle sue scuole sono non solo consentite, ma sollecitate “senza timore di scontentare qualcuno, anche nella regione più laicista d’Italia”.
Questa la cronaca dei fatti nudi e crudi.
Personalmente resto in attesa di una presa di posizione pubblica da parte del cardinale Antonelli da me umilmente contattato via e-mail.
So già che finirà tutto nel nulla perchè la chiesa fiorentina non è quella di Bologna: è da tempo ad essere accusata di essersi addormentata.
Lascio a voi i commenti.

Francesco Pugliarello

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