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La “guerra” a Gheddafi è un’operazione francese

marzo 28, 2011
Pur propendendo per l’analisi di Piero La Porta: http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&acces,                               mi convince di più quella di Carlo Pelanda http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2011/3/21/LIBIA-1-Pelanda-ecco-il-vero-progetto-della-Francia-che-danneggia-l-Italia/160346/ 
per i seguenti motivi:

1°) Perché dietro la regìa di tutta la disinformazione sul conflitto c’è al Jazeera, interessata a creare caos per coprire la Fratellanza musulmana, guidata da al-Qaradawi (questo anziano signore una volata la settimana tiene i suoi sermoni in questo network internazionale contro l’Occidente e ugualmente contro Gheddafi, notoriamente schierato contro i Fratelli Musulmani);

2°) Perché il disegno francese ha una storia di lunga preparazione, più volte citata dalla nostra Oriana Fallaci e che si riferisce all’approvvigionamento energetico (il petrolio libico è il migliore che esiste sulla piazza). Riprendo pari pari quanto ebbi ad affermare su l’Occidentale.it in data 9 giugno 2008, dal titolo “Sull’immigrazione il Governo è sulla strada giusta” vorrei dimostrare la validità del mio assunto:

”E’ pur vero che buona parte del sovrapprezzo del greggio dipende dai Paesi energivori come la Cina e l’India ed anche dalla prospettiva dell’esaurimento dell’energia estrattiva, tuttavia ci sfugge che la radice di questo bubbone affonda nelle politiche miopi e lassiste del trentennio trascorso. …il Governo  non avrà dimenticato che siamo caduti in un tranello, studiato a tavolino dal cartello dei Paesi produttori di petrolio, che prende le mosse al tempo della costituzione dello Stato di Israele e si radica nella grande crisi energetica dell’inverno 1973. E’ come se l’Occidente, incapace di perseguire gli interessi comuni, avesse abdicato al potere del cuore e della ragione con la controversa “questione islamica”.

Il retroscena del ricatto subito da parte dei paesi produttori di petrolio, ce lo ricorda Bat Ye’or (Giselle Littman), nel suo “Eurabia” – come l’Europa è diventata anticristica, antioccidentale, antiamericana, antisemita – testo che ha ispirato la nostra Oriana Fallaci. Questa signora egiziana, di nazionalità inglese, ha utilizzato il termine Eurabia da un preciso progetto politico promosso dalla omonima rivista fondata a Parigi nel 1975 a seguito della guerra del Kippur. L’ideatore del “Piano Eurabia” è Lucien Bitterlin, noto militante “pro-arabe”, presidente dell’Associazione per la solidarietà franco-araba, esecutore e finanziatore del Comitato Europeo di Coordinamento delle Associazioni per l’amicizia con il Mondo Arabo, un’organizzazione forse ancora attiva presso l’attuale Unione Europea.


“Mentre infuriava l’aggressione araba impegnata ad estendere il nazionalsocialismo nasseriano sulla neo-democrazia israeliana, i rappresentanti dell’OPEC riuniti a Kuwait City, per punire l’Occidente per la sua politica filo-israeliana, che moralmente stava sostenendo lo Stato ebraico, decidono di utilizzare il petrolio come arma di pressione. Imposero l’embargo riducendo le forniture al lumicino quadruplicandone il prezzo fino a provocare una crisi energetica senza precedenti. In tal modo accelerarono il progetto integrazionista parigino: un ricatto inaudito in cui, per la prima volta, un paese vincitore soccombe alla coercizione dei vinti. Ad un mese da quell’intollerabile gesto, Georges Pompidou e Willy Brandt ritennero che fosse necessario ed utile promuovere una solida amicizia con quei Paesi, proponendo “petrolio in cambio di braccia da lavoro” (leggi immigrazione musulmana): una ghiotta occasione per estendere il califfato sul territorio europeo. A quest’incontro ne seguirono altri con i rappresentanti della Lega Araba a Copenhagen, a Bonn, a Parigi, a Damasco, a Rabat: tutte manovre tese a sancire la “svendita” dell’Europa al Cartello musulmano ed ampiamente documentate nella rivista Eurabia.

Secondo la Bat Ye’or: “Il fine era quello di creare una identità culturale mediterranea pan-euroaraba che permettesse la libera circolazione di persone e merci e determinasse in modo pesante le politiche migratorie nella Comunità Europea”. Sennonché il risultato della politica dell’UE degli ultimi decenni, il cui progetto originario era “l’idea di garantire la pace in Europa, è stato invece rimpiazzato dall’altro progetto di ispirazione francese di unire l’Europa ed il mondo arabo in un unico blocco economico, politico, culturale e strategico contro Israele e gli USA” [atti del convegno 14 giugno 2007 presso la Biblioteca del Senato della Repubblica promosso da Marcello Pera]. Non a caso il cartello dei Paesi del Golfo stanno ammassando nei nostri forzieri bancari buona parte degli ingenti profitti petroliferi per poi apprestarsi ad acquistare pezzi di banche e di industrie al miglior prezzo, dopo aver strozzato la nostra economia”. Dunque l’America e la G.B. c’entrano relativamentee per altre ragioni strategiche dell’area… ma non possiamo affermare che Sarkozy sia il terzo incomodo avendo, oggi, anche degli interessi di consenso interno.

Francesco Pugliarello

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