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IL PARLAMENTO RUROPEO SI PASSA LA MANO SULLA COSCIENZA

giugno 20, 2008

 
 
 
IMMIGRAZIONE: il Parlamento Europeo approva la “Direttiva della Vergogna” – 19/6/08 (COSI’ CHIANATA DALLE SINISTRE SOCIALISTE DI STRASBURGO!)

Avantieri a Strasburgo il Parlamento Europeo ha approvato con 369 sì, 197 no e 106 astenuti la direttiva sui rimpatri, senza apportare modifiche al testo di compromesso. Non e’stato approvato nessuno degli emendamenti presentati da Socialisti, Verdi e Sinistra Nordica che volevano evitare di rendere definitivo in prima lettura questo testo.

Da oggi quindi inizia una nuova fase della politica d’immigrazione targata EU che detterà le linee guida degli Stati Membri per quanto concerne l’immigrazione clandestina. In altre parole parole, la Direttiva serve a creare una rete di norme comuni a tutti i Paesi membri al fine di armonizzare a livello europeo le misure da prendersi nei confronti dell’immigrato clandestino, in relazione alla sua detenzione/espulsione.

Questi i punti più dibattuti  della Direttiva approvata:

Essa prevede che l’IMMIGRATO CLANDESTINO possa optare, in un lasso di tempo non superiore ai 30 giorni, per un ritorno volontario al proprio Paese di origine oppure verso un Paese di transito con il quale vi siano accordi bilaterali di riammissione. Nel momento in cui l’immigrato decide di non abbandonare il Paese d’arrivo scatta la detenzione che, proprio grazie a questo nuovo documento, potrebbe essere prolungata fino a 18 mesi.

Detenzione nei CPT che, per chi li conosce, non sono poi così diversi da prigioni un po’ infiocchettate. É previsto quindi che l’immigrato clandestino venga trattato alla stregua di un criminale e che venga rinchiuso per un anno e mezzo.

Altro punto da considerare e’ la detenzione di minori.
Viene garantito l’accesso all’istruzione a chi non ha ancora raggiunto la maggiore eta’, ma le regole di espulsione sono le stesse, per quanto nel documento si legga che si tiene in considerazione “l’interesse superiore del bambino”. I minori non accompagnati possono essere quindi espulsi verso Paesi dove non hanno né tutori né famigliari, a condizione che vi siano delle strutture d’accoglienza adeguate, si legge.

Altro punto controverso e’ l’assistenza giuridica per gli immigrati illegali. Non viene infatti garantito alcun sostegno legale gratuito ma ci si appella alla legislazione nazionale di ciascun Stato Membro.

Infine, una volta espulso, l’immigrato non può più tornare nel Paese dal quale é stato cacciato per una durata di 5 anni.

Gli europarlamentari del PD a Strasburgo  hanno sostenuto ipocritamente la Direttiva, enfatizzandone l’utilità per i Paesi che ancora non hanno una legislazione chiara inerente l’immigrazione clandestina, soprattutto per quanto riguarda i tempi di detenzione.

Certo é che un testo di questo tipo mina i diritti dell’uomo in materia di libertà personale e di diritto alla famiglia ed alla vita privata (si pensi all’impossibilità dei ricongiungimenti familiari in caso di divieto di ritorno). Rischia di pregiudicare la concessione d’asilo per persone espulse che, in altri momenti, potrebbero trovarsi nelle condizioni di invocarlo. Manca completamente di tutela concreta per l’infanzia, venendo meno il precetto base per la difesa del bambino: l’interesse del minore deve essere tenuto in primaria considerazione in ogni circostanza, art. 3 della Convenzione sui diritti dell’infanzia. La grande pecca del Parlamento europeo è stata quella di non aver aspettato, di aver approvato una Direttiva di questo tipo in prima lettura, quando invece si sarebbe potuto temporeggiare per limarla e renderla almeno accettabile.

V’era il tempo necessario ad una seconda lettura e ad una revisione delle parti più critiche.

Invece é stato fatto il gioco del Consiglio, quindi degli Stati Membri, rafforzando ancor di più la sensazione che l’Europa si stia chiudendo sempre più a fortezza, incapace di gestire un problema tanto complesso quanto umano.

da:Megachip

N.B.
I ministro Maroni e Frattini hanno già dichiarato che la faranno mettere immediatamente all’ordine del giorno dai presidenti delle Camere per la ratifica.

 Sarà pure una coincidenza: “LA CONVIVENZA CON GLI ITALIANI NON SALVA I CLANDESTINI“.   Lo ha stabilito la 1^ sezione penale della nostra CASSAZIONE.

Un immigrato clandestino ha fatto ricorso in Cassazione contro il provvedimento di espulsione adottato dal tribunale di sorveglianza di Lecce, sostenendo che da tempo convive con una cittadina italiana.
Con una sentenza, inusualmente rapida, la n.ro 24710 i supremi giudici hanno ribadito che “la convivenza more-uxorio con una cittadina italiana NON PUò COSTITUIRE LEGITTIMO MOTIVO OSTATIVO ALL’ESPULSIONE, in quanto il divieto di espulsione di cittadino extracomunitario coniugato con cittadino italiano o convivente con parenti entro il 4° grado di cittadinanza italiana serve a tutelare l’unità della famiglia“.

Il che significa che per i clandestini la famiglia di fatto non conta.

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