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Chi è IZZEDIN ELZIR, imam di Firenze

gennaio 11, 2009

Oltre ad essere membro del Consiglio degli stranieri, Izzedin Elzir è Presidente dellaComunità Islamica di Firenze e Toscana. E’ una persona abbastanza elegante, dai modi spesso melliflui, molto attento ed acuto ed anche molto piccoso, capace di negare la realtà dei fatti come pochi: insomma il prototipo del musulmano di fede islamica che nel suo comportamento incarna perfettamente il capo di una ummah politica.

Ma ascoltiamo direttamente dalla sua bocca chi dice di essere questo quasi quarantenne imam della comunità musulmana fiorentina nella trasmissione in diretta su un canale toscano il giorno 8 gennaio 2009.

Ci tiene a premettere che vive da 17 anni a Firenze e si sente integrato in questa città come un qualunque fiorentino. E’ originario di Hebron una cittadina della Palestina. Si fregia di essere il cofondatore dell’UCOII. Attualmente è il supplente dell’imam di Colle Valdelsa (quello che secondo i giornali l’anno scorso è scappato col malloppo, senza lasciare traccia dopo aver venduto casa), che però Izzedin ribatte: “non è scappato, ma ha raggiunto la sua famiglia che vive in Israele perché ha bisogno di lui, ogni tanto ritorna… per controllare i lavori della moschea…”

A suo dire Elzir è amico di tutti, tutore delle leggi italiane, è in grado di emettere proclami di pace e si onora del fatto che nel fondo adibito a sua moschea in Piazza dei Ciompi (al centro storico di Firenze) può entrare chiunque ad ascoltare le “prediche” in due lingue: quella coranica e quella italiana. Nessuno ancora però gli ha fatto notare come il suo “Fratello” Tariq Ramadan dice la stessa cosa, solo che la traduzione italiana di quel che essi esprimono, secondo pochissimi esperti, (Daniel Pipes per esempio), è spesso difforme da quella arabo-coranica! Dal dibattito seguito in TV e da altri incontri, ho l’impressione che Izzedin soffre di autoreferenzialità indotta da una cittadinanza svogliata e ignara di quanto egli covi dentro.

Il “Fratello” Izzedin potrebbe esserestato inviato a Firenze dalla “dawa islamica” per la sua grande capacità dissimulatoria.

Conosciamo bene chi sono quelli dell’UCOII, come sappiamo anche che sono una filiazione dei Fratelli Musulmani, quelli discussi e contestati in ogni consesso europeo ed anche statunitense cui fa capo il nipote di Al Banna, Tariq Ramadan, fondatore di questa corrente salafita che sfida Israele quale avamposto di democrazia occidentale e ne vuole la distruzione.

Maestri della dissimulazione appresa nei lunghi secoli di giogo sunnita, questi signori, ormai padroni di centinaia di moschee sul nostro territorio, coerenti con la loro identità che proviene dal Corano, adottano la ‘taqyya’, la dissimulazione della realtà appunto, perché per loro è l’unico tipo di integrazione possibile in Europa, cioè fingono di essere integrati per inserirsi a loro modo conservando nel loro cuore il fine ultimo elaborato dal loro maestro Al Qaradawii: la conquista delle coscienze occidentali, usando la nostra cultura democratica e liberale senza mai assimilarla. Secoli di storia ce ne danno la riprova: Poitiers e Lepanto docent. Ma oggi la scimitarra è stata sostituita dalla lingua per incantare i gonzi di turno che sono i flaccidi europei.

Conoscendo alquanto il personaggio e i suoi attaché, non mi stupirei un giorno vederlo a Palazzo Vecchio in funzioni di assessore alla cultura.

Ma vediamo quanta aria fritta e quanta sicumera esprime questo personaggio in uno stralcio di una recentissima intervista a Marzio Fatucchi sul Corrfiorentino.

Eppure lei fa parte dell’Ucoii, accusata di avere ‘‘zone grigie”, ai confini con l’estremismo.
«Se faccio parte dell’Ucoii, è perché è stata apprezzata la nostra linea moderata e di dialogo».
Lei, palestinese, ha detto che avrebbe votato per Hamas.
«C’era bisogno di cambiamento, in quelle liste c’erano esponenti di sinistra, ex di Al Fatah. Ho votato le persone. E Hamas ha vinto democraticamente le elezioni, ha il diritto di governare. In pace».
Hamas però ora incita agli attacchi suicidi.
«Siamo contro ogni terrorismo, quando torno a casa, a Hebron, parlo con quelli di Hamas dicendogli di fermare questi atti».
Un po’ poco ascoltato.
«Ricordo quello che disse il premio Nobel e ex premier israeliano Rabin: se fossi palestinese, sarei con Hamas. Voi europei dovete capire che in Palestina c’è una situazione anormale, da cui nascono comportamenti anormali».
Ritorniamo sulla Moschea. Ma avete mai parlato di dove realizzarla?
«Solo qualche chiacchierata. Si parlava di Castello, di un’area vicino a Scandicci».
Il centrodestra dice: bene la Moschea, se viene concesso di fare chiese nei paesi arabi.
«Sono pronto a firmare appelli in questo senso: ma in quei paesi spesso manca la libertà in quanto tale, figuriamoci quella religiosa».
Moschea in periferia, come dice il vicesindaco Matulli?
«Non vogliamo un ghetto: vogliamo che i fiorentini possano entrare. Certo, in centro storico è impossibile; ma deve essere una zona raggiungibile. La Moschea deve essere un luogo di incontro, un centro culturale». Avete mai ricevuto minacce?
Sì, nel 2001: lettere anonime che promettevano violenze. Non l’abbiamo mai denunciate.

P.S. Suppongo che tali violenze provenivano dai suoi stessi correligionari stanchi del suo attendismo di maniera.

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IZZEDIN ELZIR, imam di rirenze, vuole una MOSCHEA

gennaio 11, 2009

UNA MOSCHEA A FIRENZE???

Islam ItaliaAll’indomani del Convegno nazionale dell’UCOII, guarda caso tenuto nella città più rossa incallita d’Italia, appena il giovane imam Elzir Ezzedin (col quale a suo tempo ebbi un pubblico batibecco) manifesta l’idea della costruzione di una vera moschea, si solleva la flebile voce dei contrari.

I primi sondaggi on line, promossi dal giornale della Curia “Toscana Oggi” danno la prevalenza ai favorevoli ad una costruzione, tra i quali il famoso medievalista Franco Cardini.

Il rischio è grande, lo è perché Elzir Ezzedin manifesta apertamente di essere uomo dell’UCOII ed anche perché il segretario provinciale fiorentino della Lega Nord Toscana, Marco Cordone, chiedeva proprio ieri 7 gennaio 2009 su Toscana TV che a decidere sulla realizzazione siano i fiorentini attraverso l’indizione di un referendum.

Il primo a sostenerne la costruzione, ti pareva, è il Deputato, Responsabile Relazioni Internazionali del Partito Democratico e candidato alle primarie del Pd a Sindaco di Firenze, l’ineffabile Lapo Pistelli.

(Di seguito il comunicato stampa, peraltro piuttosto blando, del PDL toscano).

Dopo la prima uscita al convegno nazionale dell´Ucoii il 27 a Firenze, le perplessità di Forza Italia–PdL di Firenze sono state espresse stamani nel corso di una conferenza stampa dal Senatore Paolo Amato, dagli Onorevoli Massimo Parisi (Coordinatore regionale FI Toscana) e Alessio Bonciani (Coordinatore Fi Città) e dal Vicepresidente del Consiglio regionale Angelo Pollina -(presente questa sera alle 21 dibattito su Tele 37-).
“La proposta, tra l’altro nuovamente avanzata dall’Ucoii, di costruire una nuova moschea in città non rappresenta, proprio oggi, una priorità dell’agenda politico – amministrativa fiorentina.
Fermo restando il diritto, per ogni confessione, ad avere un luogo di culto, è necessario inquadrare tale questione nella concretezza di una realtà sulla quale pesano i fatti accaduti nella moschea di Sorgane. È curioso anche capire (e lo chiediamo al Vicesindaco Matulli) in quale piano strutturale sarebbe possibile inserire la previsione di una moschea nel nostro territorio. A meno che Matulli non pensi di collocare la moschea, come lo stadio dei Della Valle, nel parco di Castello che tanto schifo faceva al Sindaco Domenici. Nel 2005 il Gruppo consiliare di Forza Italia in Palazzo Vecchio, attraverso una mozione, invitò il Sindaco a chiedere alla comunità islamica di condannare sempre e comunque il terrorismo; di collaborare maggiormente con le forse dell’ordine e con l’intelligence italiana; di contrastare decisamente, in ogni ambito, il fondamentalismo; di comunicare l’entità e la provenienza di finanziamenti necessari all’edificazione della nuova moschea e di assicurare la massima trasparenza circa la natura del centro culturale che promuove tale progetto, specificando a quali paesi islamici esso faccia riferimento. Oggi, quelle stesse ragioni sono alla base delle nostre perplessità. Se l’Amministrazione asseconderà le richieste dell’Ucoii crediamo opportuno un referendum per capire cosa ne pensano i fiorentini. Dopo tutto Firenze ha un Assessorato alla partecipazione. Pistelli si dice favorevole? “Possiamo capirlo – concludono gli azzurri – è un deputato della Marche e forse non conosce la realtà di Firenze.
http://www.nove.firenze.it/vediarticolo.asp?id=a8.12.29.14.26

http://www.toscanaoggi.it/notizia_3.php?IDCategoria=207&IDNotizia=5172

Questo il primo sondaggio promosso dalla Curia:
Sono favorevole   45.04%
Sono contrario   41.04%
Sono favorevole ma senza impiego di fondi pubblici   13.92%
Totale Voti 3728