Chi è contro Berlusconi e perché

Chi è contro Berlusconi e perché

Tra le colonne dei quotidiani di queste ultime settimane trapela un inusitato cauto ottimismo per il nuovo clima che si sarebbe instaurato fra le opposte coalizioni, pd-pdl. Sembra che il tempo dell’aggressione subìta a Milano da Berlusconi sia ormai un ricordo da far pensare che la bufera sia definitivamente passata. Molti commentatori si sono cimentati nell’analizzare le ragioni di questo repentino cambiamento attribuendolo probabilmente a un fatto umanitario, altri ancora hanno voluto ricordare il tempo dell’acredine della stampa nazionale e non solo, quando il famoso romanziere Josè Saramago, sulle pagine del Paìs del 6 giugno 2009 – ripreso il giorno successivo dalla rivista del “marchese sanculotto”, Flores de Arcais, dipingeva in maniera grottesca il nostro premier come una “cosa appiccicosa”,un saltimbanco, un organizzatore di orge ecc”, o quando Barbara Spinelli su La Stampa arrivava a definire noi italiani “clintes e sudditi di un boss mafioso”: forse memore di Martin Schulz, presidente del gruppo dei socialisti europei, definito da Berlusconi “kapò”. Mai i media erano scesi così in basso come in quel tempo!

Non illudiamoci però che quest’idillio possa durare. Prima o poi ci sarà un ingrato peone giustizialista che non esiterà a pugnalare il detestato “nemico” quand’anche si apprestasse a varare un decreto volto a salvaguardare anche il suo “particulare”. Nelle cosiddette società dell’opulenza come la nostra, i peones sono gli utili idioti, funzionali all’intelligencija e da essa prodotti perché buoni a creare confusione nell’elettorato per mantenere lo status quo. Giova ricordare a tal proposito di quale cultura si abbevera il “nemico” del potere legittimo.

Lo storico Massimo Borghesi in un articolo su Il Giornale del 10 gennaio u.s., mutuando il termine da Alfredo Oriani – in “La lotta politica in Italia” e “La rivolta ideale”, La Voce, 1908 – definisce “Ideologia italica” quella che si rifà alle filosofie nicciana e stirneriana, perfettamente assimilate dalle élites della vecchia borghesia che, millantando una supposta “superiorità morale”, si riconoscono in una certa sinistra nostrana. Esse, tenendo in scacco il potere legittimo nei periodi di maggiori difficoltà politiche o di grandi svolte democratiche, si auto attribuiscono la funzione di tutela degli interessi popolari. Questa mentalità, progressista a parole, conservatrice nei fatti, secondo Borghesi, affonderebbe le sue radici nella “mancata riforma religiosa” che avrebbe fatto maturare nell’italiano piccolo borghese una predisposizione “ideologico-emotiva” destinata a fare proseliti tra gli intellettuali dei “salotti buoni”, sì da creare un grumo di interessi particolari che nel tempo si sono saldati nel ribellismo militante fascista e comunista. E’ il solito pauperismo che le nostre sinistre vanno ancora millantando usando e abusando le classi indigenti. Non è un caso che per un certo periodo ha serpeggiato l’idea che i “rifondaroli” amano tanto i poveri che li vorrebbero moltiplicati. “Insomma – ripeteva Gianni Baget Bozzo – le élites, ritenendo l’Italia un Paese da redimersi mediante l’assimilazione della cultura illuminista [impregnata di catto-comunismo], pensano non alla sua storia vera, ma “all’antistoria” come cultura politica nell’Italia repubblicana” (in “La cultura politica di Forza Italia”, Roma, 1998, pag.14). L’odio verso Craxi, il quale negli anni settanta aveva tentato di mettere in crisi quegli schemi ideologici alquanto raffinati, si è automaticamente trasferito sul suo “compare in affari”, Silvio Berlusconi.

Lo storico Silvio Lanaro in un pregevole lavoro pubblicato per Einaudi nel 1988, “L’Italia Nuova”, a pagina 7 conferma questo assunto, secondo cui  “l’attitudine all’innovazione non sembra costituire il tratto dominante della mentalità imprenditoriale italiana”. Pertanto, quando nel panorama politico si è presentato un grande riformatore come Silvio Berlusconi – che per giunta proveniva dalla società civile – sarebbe scattata quella “conventio ad excludendum” che durerà fin quando non vedrà la sua scomparsa dalla scena politica, come a suo tempo si augurava D’Alema. L’acrimonia verso “l’outsider senza storia”, che Pietro De Marco definisce ontologica, col passare del tempo si è andata sempre più acuendo chiamando a supporto un giustizialista come Di Pietro.

Per convincersi di quanto esaminato, basta osservare l’ostilità che Barak Obama sta subendo da parte dei cosiddetti “progressisti americani” per le riforme annunciate. Certo è che queste lobby operando senza alcun vincolo, sono irresponsabili giacché non devono dar conto all’elettorato: avendo il privilegio di esprimersi attraverso i media (asserviti alle élites padronali), possono permettersi di giocare impunemente al tiro al piccione contro chi non sia loro funzionale. In uno Stato dove ancora sopravvivono corporazioni costituzionalmente protette, come certi settori della magistratura, esse hanno buon gioco agendo da vero e proprio contropotere.

Ma l’elettore contemporaneo, più attento di certa classe politica, ha capito che operazioni denigratorie e caricaturali volte a destabilizzare del potere legittimo, impediscono la sua evoluzione e quindi quella democratica. Lo capì fin dal secolo scorso il primo riformatore della storia moderna, Giovanni Giolitti, quando trattandosi di votare il primo intervento in Libia, tra minacce, agitazioni di piazza e campagne di stampa contro l’Italia, bollava la sinistra di codardia e di incapacità, rilasciando ai posteri una frase quanto mai profetica: “La sinistra non sa governare e non fa governare!”.

Hic stantibus rebus non si può che sollecitare il premier a continuare a non lasciarsi irretire da quei lobbisti che tendono ad inquinare il processo democratico e proseguire speditamente sulla strada delle riforme istituzionali così come annunciato all’indomani dell’attentato subìto in piazza del Duomo.

Francesco Pugliarello

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: